CHI SONO

Mi chiamo Antonio Maoggi sono un fiorentino nato sotto le bombe dell’ultima guerra, da ragazzo avevo grandi sogni di scrivere, ma bisognava andare a lavorare per aiutare la famiglia e, questo è successo, però la passione è rimasta, ma lavoro, famiglia e figli me lo hanno impedito. Una volta libero come pensionato ho preso carta, penna ed ho cominciato a scrivere e non mi sono fermato più e tutt’ora sto scrivendo l’ultimo racconto. I miei lavori sono tutti inseriti in questo blog in basso sulla fascia lateralmente a destra e, se qualcuno fosse interessato, basta che lo comunichi, e tramite mail che vorrete cortesemente comunicarvi, invierò gratuitamente il racconto in formato PDF, poiché scrivere è fantastico, ma essere letto lo è ancora di più! mascansa@outlook.it

sabato 11 aprile 2026

LA VITA QUESTA SCONOSCIUTA

Quando la tua vita scorre veloce e arrivi alla certa, come dicono a Roma, puoi essere stato chiunque, a meno che tu non sia stato un artista che ha lasciato un'eredità culturale. Se non è così, passi dalle stelle alle stalle. Anche se hai fatto volontariato per mezzo secolo o hai avuto come hobby lo sport e lo hai praticato al meglio delle tue possibilità, non ti troveranno neppure nei database delle federazioni sportive di cui hai fatto parte. Non parliamo poi della vita lavorativa: appena sei in pensione, qualunque cosa tu abbia fatto o quanto tu abbia dato, vieni cancellato sia dalla memoria che dagli archivi. A questo proposito, consiglio ai pensionati di non tornare sul vecchio posto di lavoro per nostalgia, perché verrebbero accolti con sorrisi stereotipati di convenienza e guardati come si guardano gli uomini nei club delle "fave morte", le panchine dei giardini. Perciò, colleghi, vi consiglio vivamente di evitare. Ma se hai lasciato figli e nipoti, il tuo sangue continuerà a scorrere per l'eternità.

Il barone di Firenze in chiave nostalgica

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