CHI SONO

Mi chiamo Antonio Maoggi sono un fiorentino nato sotto le bombe dell’ultima guerra, da ragazzo avevo grandi sogni di scrivere, ma bisognava andare a lavorare per aiutare la famiglia e, questo è successo, però la passione è rimasta, ma lavoro, famiglia e figli me lo hanno impedito. Una volta libero come pensionato ho preso carta, penna ed ho cominciato a scrivere e non mi sono fermato più e tutt’ora sto scrivendo l’ultimo racconto. I miei lavori sono tutti inseriti in questo blog in basso sulla fascia lateralmente a destra e, se qualcuno fosse interessato, basta che lo comunichi, e tramite mail che vorrete cortesemente comunicarvi, invierò gratuitamente il racconto in formato PDF, poiché scrivere è fantastico, ma essere letto lo è ancora di più! mascansa@outlook.it

martedì 15 settembre 2026

LA STORIA E' STORIA INUTILE TENTARE DI MANIPOLARLA COSI' E ANDATA!

Post condiviso di Pasquale Di MattO

Se leggerete tutto ciò che è sotto riportato, così come desunto dai vari testi storici, capirete perché quando mi trovo di fronte ad uno che si definisce “mussoliniano” non solo penso subito di trovarmi di fronte ad un soggetto esaltato e fanatico di indole, ma anche di fronte ad un coglione ed ignorante di fatto. 

Osannare oggi, a distanza di decenni, un simile esemplare di merda umana significa avere come ideale politico e morale un lurido animale che non meritava di essere ammazzato per un solo motivo. Per essere processato e per fare emergere tutto ciò che aveva commesso insieme a tanti suoi leccapiedi che grazie alla sua morte in un certo qual modo l’hanno fatta franca. 

Ma io non sono così tenero e giusto e penso forse che ha fatto la fine che meritasse, dissentendo dal grande Sandro Pertini che quel 29 aprile 1945, essendo tra i primi  leader della Resistenza partigiana a recarsi a piazza Loreto espresse una posizione netta e critica sull’accaduto e pur avendo fermamente voluto e difeso la condanna a morte del Duce come atto necessario della giustizia partigiana, definì l'esibizione e il vilipendio dei corpi come uno spettacolo di "macelleria messicana". Pertini raccontò in seguito che, alla vista di quelle immagini, provò una profonda repulsione morale, convinto che la giustizia della Resistenza dovesse distinguersi dalla ferocia del regime fascista appena abbattuto. 

Concordo solo in parte da tale posizione e trovo legittima come reazione a tutto il male che aveva inflitto all’Italia Mussolini, anche grazie ad una profonda ignoranza di un popolo che, indotto alla fame e alla carestia, plaudiva al suo boia.

Lasciate perdere alle puttanate sull’ordine imposto dal regime mussoliniano perché lui ha azzerato i reati in un solo modo, vietando che le questure e le prefetture comunicassero alla stampa su reati e suicidi, oltre a tanto altro.

Buona lettura, se volete.

Questo è stato Benito MUSSOLINI.

 Vita Privata:

Ha avuto una vita privata caratterizzata da comportamenti autoritari, relazioni extraconiugali numerose e un forte distacco dai doveri familiari tradizionali, unendo la sua condotta personale ai tratti cinici del suo egoismo politico. 

Tradimenti e sfruttamento delle amanti: Mussolini ebbe molte relazioni extraconiugali, spesso trattando le donne con fredodda strumentalizzazione politica e personale, incurante della sofferenza emotiva inflitta alla moglie Rachele Guidi. 

Abbandono e occultamento di familiari: Ebbe un figlio segreto da Ida Dalser (sposata in prime nozze secondo alcune fonti storiche e poi rinnegata), la quale fu fatta internare in un manicomio insieme al loro figlio Benito Albino Mussolini, dove entrambi morirono in condizioni tragiche e di totale abbandono.

Gestione familistica del potere: In ambito privato e pubblico favorì i familiari (come il genero Galeazzo Ciano), salvo poi far fucilare lo stesso Ciano nel 1944 quando la situazione politica si capovolse, dimostrando priorità di sopravvivenza personale sugli affetti familiari.

Stile di Vita e Coerenza

* Ipocrisia morale: Pur predicando l'austerità, la moralità fascista e la santità della famiglia tradizionale per gli italiani, visse nel lusso privato e mantenne una corte di amanti a Villa Torlonia.

* Disprezzo per i deboli nella sfera intima: La sua arroganza e la convinzione della propria superiorità si riflettevano nei rapporti interpersonali quotidiani, dove mostrava totale assenza di empatia verso i collaboratori più stretti e i familiari non allineati al suo volere.

Benito Mussolini ha distrutto la democrazia in Italia, ha instaurato una dittatura violenta e ha trascinato il Paese nella Seconda Guerra Mondiale. 

Ecco le sue principali responsabilità e crimini:

La dittatura e la fine della libertà

* Soppressione della democrazia: Ha eliminato i partiti politici, chiuso i giornali liberi e cancellato il parlamento.

* Violenza squadrista: Ha usato le camicie nere per picchiare, ferire o uccidere gli oppositori politici (come Giacomo Matteotti).

* Polizia segreta e tribunali speciali: Ha creato l'OVRA e il Tribunale speciale per condannare al carcere o al confino chiunque lo criticasse. 

Le leggi razziali e le persecuzioni

* Leggi razziali (1938): Ha firmato le leggi contro gli ebrei italiani, cacciandoli da scuole, università e luoghi di lavoro, ed espropriandone i beni.

* La persecuzione delle minoranze: Ha imposto la forte italianizzazione forzata nelle zone di confine e represso culture diverse. 

La guerra e la violenza colonialista

* Guerre coloniali: Ha ordinato invasioni violente e l'uso di gas chimici in Africa (in particolare in Etiopia).

* Alleanza con Hitler: Si è legato alla Germania nazista, firmando il Patto d'Acciaio.

* Entrata nella Seconda Guerra Mondiale (1940): Ha portato l'Italia in una guerra disastrosa e impreparata, causando centinaia di migliaia di morti, la distruzione del Paese e la successiva occupazione tedesca con le relative stragi. 

Le Principali Dichiarazioni di Guerra

* 10 giugno 1940: Mussolini dichiara guerra a Gran Bretagna e Francia. L'atto formale fu consegnato agli ambasciatori delle due nazioni poco prima del celebre discorso a Piazza Venezia. Il dittatore motivò l'intervento parlando di una lotta contro le "democrazie plutocratiche e reazionarie dell'Occidente", convinto di una vittoria lampo della Germania. Puoi approfondire il testo integrale del discorso sul sito della ANPI o consultare la ricostruzione di Wikipedia. 

* 11 dicembre 1941: Mussolini annuncia la dichiarazione di guerra agli Stati Uniti d'America, a fianco della Germania nazista e in seguito all'attacco giapponese a Pearl Harbor. Il testo del proclama è disponibile su Wikisource.

Il fenomeno delle stragi nazifasciste

* Periodo storico: Tra il luglio 1943 e il maggio 1945.

* Vittime stimate: Circa 23.000-25.000 civili e partigiani inermi uccisi fuori dai combattimenti regolari.

* Episodi censiti: Oltre 5.000-6.000 episodi di violenza diffusi in modo capillare su tutto il territorio nazionale.

* Responsabili: Reparti dell'esercito e delle SS tedesche insieme alle forze di polizia, alle brigate nere e alle milizie della Repubblica Sociale Italiana.

Alcuni tra gli eccidi più noti

* Fosse Ardeatine (Roma, 24 marzo 1944): 335 civili e militari trucidati.

* Sant'Anna di Stazzema (Lucca, 12 agosto 1944): Più di 500 civili massacrati.

* Strage di Marzabotto / Monte Sole (Bologna, autunno 1944): Oltre 700 vittime tra la popolazione civile.

* Strage del Lago Maggiore (Piemonte, settembre 1943): Primo grande eccidio di ebrei in Italia.

La fine del codardo e vigliacco MussoliniLa fine di Benito Mussolini 

L'Arresto

* Il 27 aprile 1945 fu fermato dai partigiani a Dongo, mentre cercava di fuggire in Svizzera travestito da soldato tedesco all'interno di un convoglio di truppe tedesche in ritirata.

* Riconosciuto, fu catturato insieme ad altri gerarchi fascisti e all'amante Claretta Petacci. 

L'Esecuzione

* Il 28 aprile 1945 alle ore 16:10 circa fu giustiziato a Giulino di Mezzegra.

* L'ordine fu eseguito dai partigiani su mandato del CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia).

* Walter Audisio, noto come colonnello Valerio, fu il principale esecutore materiale della fucilazione. 

L'Esposizione a Milano

* Il 29 aprile 1945 i corpi di Mussolini, della Petacci e di altri gerarchi furono portati a Milano.

* Furono appesi a testa in giù alla tettoia di un distributore di carburante in piazzale Loreto per essere esposti alla folla.

* Questo evento segnò la conclusione definitiva del regime fascista in Italia.

Il dibattito sulla morte di Benito Mussolini, avvenuta il 28 aprile 1945 senza un regolare processo, è un tema storico ancora oggi molto discusso.

La tesi secondo cui il dittatore avrebbe dovuto essere processato, anziché giustiziato sul posto, trova d'accordo diversi storici e giuristi per una serie di motivi precisi:

* Legalità e giustizia: Un processo pubblico, simile a quello di Norimbergaper i leader nazisti, avrebbe riaffermato i principi dello Stato di diritto e della legalità democratica proprio contro il metodo della violenza sommaria tipico del fascismo.

* Verità storica: Un dibattimento in aula avrebbe permesso di raccogliere testimonianze, esaminare documenti ufficiali e fare piena luce su vent'anni di dittatura, sulle leggi razziali e sulle decisioni che portarono l'Italia nella Seconda Guerra Mondiale.

* Responsabilità politica: Mussolini avrebbe dovuto rispondere pubblicamente delle sue azioni davanti al popolo italiano e alla comunità internazionale, formalizzando la sua condanna in modo inattaccabile dal punto di vista giuridico.

Il contesto della fucilazione

La decisione dei partigiani del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) di eseguire la condanna a morte immediata fu dettata dalla situazione di estrema emergenza di quei giorni. C'era il forte timore che il dittatore potesse essere catturato dagli Alleati anglo-americani (sottraendolo alla giustizia italiana) o che la sua sopravvivenza potesse alimentare colpi di coda da parte dei fascisti irriducibili, prolungando la guerra civile.



giovedì 10 settembre 2026

DOVE VAI LE SON CIPOLLE!

 Un’estate italiana

Si fa tanto parlare dei prezzi del caro ombrellone e la Romagna è stata sempre simbolo di risparmio economico gentilezza e servizi, ma per me non è stato così, non intendo certo infierire sul cadavere con una recensione negativa, la mia rivalsa sarà di non frequentare più quell’albergo che nonostante i prezzi calmeriati aveva non poche fefaiance che sottopongo al lettore per sfogarmi.

Hotel ......... Viserba Rimini pensione completa dal 29/8 – 05/09/2026 


sottolineo cosa ho trovato di mancante:

¾     Gancio appendi asciugamani in bagno, divelto dal supporto;

¾     Lavandino molto piccolo impossibile lavarsi agilmente la faccia;

¾     Doccia senza nessun ripiano e bagno schiuma solo a vescichette;

¾     Interruttore presa phon con targhetta rotta;

¾     Camera con armadi senza ripiani;

¾     Wi-Fi: collegamento saltellante con continue sconnessioni, infatti, impossibile fare una conferenza oppure cercare qualche notizia;

¾    Un ascensore unico per 80 camere molta attesa per utilizzarlo, quindi spesso si devono usare le scale, poiché il suddetto ascensore viene usato anche da chi fa i servizi e quindi a volte utilizzato solo da una persona carica del carello;

¾   Disinfettanti post-Covid vuoti che oltre ad essere secchi sarebbero stati insufficienti come quantità;

¾  Nessun W.C., alla reception e neppure nella sala da pranzo, quindi per usufruirne occorre scendere e andare al bar attraverso la reception passando da una porta con codice per entrare e un altro per rientrare;

¾     Telefono in camera che risponde dalla stanza a fianco;

¾     Personale poco disponibile;

¾     Buona la cucina è il servizio;

¾     Ottimo il servizio spiaggia che però è avulso dall’hotel anche se esattamente di fronte.

 

Ai posteri l’ardua sentenza

giovedì 20 agosto 2026

GEORGIA ON MY MIND

 Condivido pienamente la splendida presentazione della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni,  di Rita Masia Zara. (post di Mario Cosi su FB)

“Si chiama Giorgia".

Mai lavorato,

Praticamente politicante di mestiere

anche se poi ha un tasso di assenza dalla camera dei deputati del 62,3%

Parla di Famiglia... ma non si sposa e ha una figlia fuori dal matrimonio

È stata ministro alla gioventù

sostenuta da Berlusconi, Alemanno e Formigoni.

Tutti condannati. Tutti pregiudicati.

Ha votato la fiducia al governo Monti e la legge Fornero.

Ha sostenuto e approvato il Fiscal Compact e il Salva Italia.

Ha sostenuto e approvato il trattato europeo di Lisbona.

Ha sostenuto e approvato l'accordo di Dublino sui migranti.

Ha votato lo scudo fiscale per il falso in bilancio e tutti i condoni per salvare gli evasori dalla galera.

Ha votato il Lodo Alfano, il Legittimo Impedimento e tutte le leggi ad personam per salvare Berlusconi dalla galera.

Ha votato Legge bavaglio sulle intercettazioni

Ha votato lo svuotacarceri

Ha votato il MES

Ha votato per il taglio alle università di 1,4 miliardi

Ha votato per il taglio di 8 miliardi all'istruzione

Ha votato che Ruby fosse la nipote di Mubarak....

Praticamente " ha votato tutto!

In quattro anni da PdC siamo primi come debito pubblico e ultimi come crescita.

La dichiarazione che rilascia più spesso è:

"gli altri hanno rovinato questo paese."

giovedì 16 luglio 2026

QUANTO E' ATTUALE ANCHE OGGI!

 Un Cane Lupo, ch'era stato messo

de guardia a li cancelli d'una villa,

tutta la notte stava a fa' bubbù.

Perfino se la strada era tranquilla

e nun passava un'anima: lo stesso!

nu' la finiva più!

Una Cagnola d'un villino accosto

je chiese: — Ma perché sveji la gente

e dài l'allarme quanno nun c'è gnente? —

Dice: — Lo faccio pe' nun perde er posto.

Der resto, cara mia,

spesso er nemmico è l'ombra che se crea

pe' conservà un'idea:

nun c'è mica bisogno che ce sia.

Trilussa, Er nemico



lunedì 13 luglio 2026

L'INFORMAZIONE OGGI

La Russia non ha mai avuto intenzione di invadere l'Europa, semmai è il contrario, visto che la NATO la sta circondando. E mi sfugge il motivo per cui si parli solo dell'Ucraina e mai delle centinaia di guerre che avvengono in tutto il mondo. O forse lo so anche troppo bene, ma, essendo un uomo qualunque, non sono un politologo e, soprattutto, non sono un tuttologo,  per cui evito di esprimere opinioni. So però con certezza che la stampa italiana è formata da pennivendoli che ci prendono in giro, per cui mi affido a quei compagni che hanno le  idee più chiare delle mie e pubblico lo scritto che il compagno Marco Nesci ha postato su Facebook oggi.

 L'escalation occidentale e la nuova realtà sul campo in Ucraina.

Il recente vertice della NATO e le ultime direttive dell'Unione Europea sanciscono un dato inequivocabile: la leadership occidentale ha scelto la strada del conflitto totale e dell'escalation contro la Federazione Russa. Una decisione presa in totale spregio della volontà dei popoli europei, palesemente contrari al prolungamento delle ostilità, ma sistematicamente ignorati. Dietro questa spinta bellicista si intravedono chiaramente i colossali interessi economici legati all'industria degli armamenti; una vera e propria "corsa all'oro" sulle spalle della sicurezza globale.

Questa ostinata volontà di guerra, unita ad atti di sabotaggio e attacchi in territorio russo pianificati con il supporto strategico dell'intelligence NATO, ha determinato un radicale e inevitabile cambio di paradigma da parte di Mosca. La Russia ha abbandonato l'approccio iniziale, togliendo i "guanti bianchi": la nuova strategia punta alla neutralizzazione sistematica e devastante delle linee di comando, delle infrastrutture logistiche e dei centri di produzione militare ovunque si trovino sul suolo ucraino.

Un aspetto cruciale, deliberatamente taciuto dalla narrazione dominante, riguarda la dislocazione di questi obiettivi strategicamente rilevanti. Il governo di Kiev ha sistematicamente posizionato centri di comando e fabbriche di armi a ridosso o all'interno di aree densamente abitate, violando apertamente le convenzioni internazionali sul diritto bellico. Una tattica cinica, utilizzata per sfruttare la popolazione come scudo umano e poter gridare al bombardamento indiscriminato sui civili ogni volta che un obiettivo militare viene centrato.

I media mainstream, con la stampa italiana in prima fila, continuano a propinare un racconto unilaterale incentrato esclusivamente sulle vittime civili, censurando gli effetti reali del cambio di marcia russo. La realtà sul campo racconta un'altra storia: la nuova strategia di Mosca ha ridotto ai minimi termini la capacità produttiva bellica di Kiev e decimato i centri di comando, inclusi quelli presidiati da personale NATO. La coltre di silenzio stesa dai media occidentali non cancella la realtà dei fatti: l'architettura militare ucraina sta subendo un collasso strutturale senza precedenti. 

Il popolo ucraino paga un terribile e tremendo contributo di sangue per la volontà del governo nazista di Zelensky e degli amici fascisti, da von der Leyen a tutti gli altri, di distruggere la Russia con la guerra sapendo perfettamente che questo non può avvenire, non c'è riuscito Napoleone, non c'è riuscito Hitler, figuriamoci se ci possono riuscire questi decerebrati alla Zelensky e von der Leyen, tanto più che oggi al contrario di allora la Russia è la prima potenza atomica del mondo.


domenica 31 maggio 2026

UNA PANDEMIA CHE NON SEMBRA VOLER TERMINARE

La corruzione è un virus che non si diffonde per via aerea, ma attraverso il dialogo, e che coinvolge soprattutto la classe politica, ed anche i soggetti più insospettabili. Zapatero docet. Ormai è una pandemia che purtroppo non ha vaccini, se non quelli inoculati  dalle sirene ammaliatrici.

Colpisce tutti: uomini, donne, gay, trans, grandi e piccini. Dovremmo quindi pensare, quando andiamo alle urne, di votare quell'uomo o quella donna che, secondo noi, sempre che non si sia stai infettati, quello che ci sembra il più onesto. Parola desueta che, se seguita questa linea di condotta, finirà per essere dimenticata.

Antoniaccio.



sabato 11 aprile 2026

LA VITA QUESTA SCONOSCIUTA

Quando la tua vita scorre veloce e arrivi alla certa, come dicono a Roma, puoi essere stato chiunque, a meno che tu non sia stato un artista che ha lasciato un'eredità culturale. Se non è così, passi dalle stelle alle stalle. Anche se hai fatto volontariato per mezzo secolo o hai avuto come hobby lo sport e lo hai praticato al meglio delle tue possibilità, non ti troveranno neppure nei database delle federazioni sportive di cui hai fatto parte. Non parliamo poi della vita lavorativa: appena sei in pensione, qualunque cosa tu abbia fatto o quanto tu abbia dato, vieni cancellato sia dalla memoria che dagli archivi. A questo proposito, consiglio ai pensionati di non tornare sul vecchio posto di lavoro per nostalgia, perché verrebbero accolti con sorrisi stereotipati di convenienza e guardati come si guardano gli uomini nei club delle "fave morte", le panchine dei giardini. Perciò, colleghi, vi consiglio vivamente di evitare. Ma se hai lasciato figli e nipoti, il tuo sangue continuerà a scorrere per l'eternità.

Il barone di Firenze in chiave nostalgica

venerdì 10 aprile 2026

PE BISCHERI UN C'E' PARADISO

Sotto casa mia, una ragazza mi urta e, chiedendomi scusa, mi dice che è un'escort e che può farmi divertire. Alla mia risposta sibillina: "Amica mia, gira al largo, sono un uomo vecchio e quindi non c'è trippa per gatti", mi risponde che sono ancora molto affascinante e mi abbraccia, stampandomi un bacio su una guancia. A questo punto, penso a un borseggio e metto le mani sulle tasche, a salvaguardia del mio portafoglio e del cellulare. Lei mi saluta, dicendomi: "Se ci ripensi, io abito qui vicino", e svolta l'angolo, con un sorriso e un bacio con la mano. Ho pensato: "Non c'è più religione", e sono andato a prendere il mio caffè della mattina. Solo due giorni dopo, pur avendo fatto le consuete docce, mentre dormicchiavo, ho sentito prudere il collo e, grattandomi, mi sono reso conto. che non avevo più il collier d'oro massiccio con appeso un cartiglio egizio che avevo comprato al Cairo. Quindi, passata la legittima rabbia, mi sono detto: "Per i bischeri un c'è paradiso!"

Il Barone di Firenze



mercoledì 8 aprile 2026

SOLO MASSAGGI?!

Con l'immigrazione cinese, iniziata nel settore tessile, sicuramente qualcuno ha controllato e tuttora controlla tutti gli affari. Anche a Firenze è sicuramente nata una holding, essendo stata invasa da centri massaggi, quasi tutti a luci rosse. Mi chiedo: a chi giova e chi ci lucra? Credo che questa domanda non me la sia posta solo io. Ai posteri l'ardua sentenza.

Il Barone di Firenze

sabato 28 marzo 2026

LETTERA APERTA DI UN MAGISTRATO CHE NON POTEVO CHE RITWITTARE

LETTERA APERTA A MARIO SECHI, DIRETTORE DI "LIBERO"

(senza il titolo di "egregio", perché non se lo merita)

"Mario, usiamo il tu. Non per confidenza — non ne sei degno — ma perché certi discorsi vanno fatti guardandosi negli occhi, senza la protezione di una scrivania romana. Hai scritto un editoriale che non è analisi politica. È sfogo. È il veleno di chi ha visto il suo padrone perdere e cerca un colpevole comodo. E il colpevole, come sempre in certa stampa italiana, è lui: il meridionale. Quello attaccato "come la cozza allo scoglio". Quello del reddito senza lavoro, delle pensioni di invalidità, del clientelismo atavico. Venti milioni di persone ridotte a un insulto travestito da metafora letteraria.

Hai persino avuto il coraggio di citare Verga. Giovanni Verga. Un siciliano che dedicò la sua vita a raccontare i dimenticati del Sud con una pietà che tu non conosci nemmeno di nome. Verga quella cozza la difendeva. Tu la usi come escremento da lanciare. Non meriti nemmeno di pronunciare quel cognome. E poi il colpo di grazia: hai invitato il governo — il tuo governo, quello che non puoi permetterti di criticare perché ti pagano per non farlo — a costruire due piani separati.Uno per il Nord produttivo. Uno per il Sud da punire. Lo hai scritto nero su bianco. Un piano punitivo contro una parte del Paese che non ha votato come volevi. In un Paese normale, quella roba si chiama incitamento alla discriminazione territoriale. In Italia, la chiamano editoriale di punta. Ora, però, permettimi la domanda che ti brucia davvero. Quando il deputato di Fratelli d'Italia Aldo Mattia — partito che sostieni, governo che difendi — è apparso in un video in cui esplicitamente invitava i suoi a usare "il solito sistema clientelare": "Fammi questo favore perché sei mio cugino", "Aiutami perché io te ne ho fatti già tanti" — tu dov'eri? Silenzio. Tomba. Zero righe. Zero indignazione. Zero editoriali sul clientelismo nordico o romano.

Il clientelismo del Sud ti indigna.

Il clientelismo di casa tua è strategia politica.

E veniamo al punto che più ti dovrebbe far arrossire, se ne fossi ancora capace.

Tu chiami "assistiti" i meridionali che percepiscono un bonus.

Quegli "assistiti", Mario, esibiscono un ISEE. Carta, numeri, reddito dichiarato. Dimostrano sulla carta di non avercela fatta. Tu cosa esibisci? Quale merito certifichi ogni mese per incassare lo stipendio che ti eroga un editore organico al governo che sostieni? Qual è la differenza tra chi vive di sussidio statale e chi vive di sussidio editoriale, se in entrambi i casi il pane dipende dalla fedeltà a chi sta sopra?

Almeno il meridionale che chiami parassita non ha scelto di essere povero.

Tu hai scelto eccome.

Chiudo con una richiesta formale, pubblica, che mi auguro venga raccolta:

L'Ordine dei Giornalisti prenda posizione. Un editoriale che divide il Paese in cittadini di serie A e cittadini di serie B sulla base della residenza geografica non è libera stampa. È propaganda discriminatoria con la firma in calce. Esistono norme deontologiche precise. Esistono doveri di correttezza, di rispetto della dignità delle persone, di verità dei fatti. Nessuna di queste norme è stata rispettata in quelle righe. Se l'Ordine tace, sappiamo anche noi cosa vale il suo silenzio. Con il disprezzo che meriti — e la stima che non ti sei guadagnato,

Carmine D’Ambrosio".



martedì 24 marzo 2026

COSTITUZIONE ITALIANA

Ha vinto il NO al referendum sulla giustizia del 22-23 marzo. L’Italia si è mossa come non si vedeva da tempo. Affluenze così si ricordano solo quando c’era lo scontro DC vs. PCI. Allora, cosa è successo? Io una spiegazione me la sono data.

La Costituzione italiana è nata dal sangue di una lotta civile, in cui alla fine si sono riuniti uomini e donne di varie estrazioni e con pensieri politici contrapposti, ed è dal compromesso nato da questa gente che è nata una delle più belle Costituzioni moderne. Quindi, quello che non hanno capito, o forse frainteso, quelli che hanno votato SÌ, che l'abbiano fatto in buona o in mala fede, è che l'Assemblea Costituente ha inteso fare una specie di libro sacro, ma non per questo intoccabile. Certo, la si può modificare, ma non a colpi di maggioranza. Perciò, possiamo modificare la Costituzione e le leggi sulla giustizia, ma solo in un'assemblea plenaria con diritto di voto per tutto il popolo, rappresentato da senatori e onorevoli. Quindi, a mio avviso, solo così si può fare la cosa giusta, e quando la Costituzione dovesse essere sottoposta a referendum, non ci sarebbe un'altra guerra civile, anche se solo verbale, perché anche chi sarà contrario avrà comunque fatto parte di coloro che l'hanno discussa e poi votata.

Io credo che gli italiani che si sono messi in marcia in massa per andare a votare abbiano cercato di impedire che la Costituzione venisse massacrata solo per dare alla politica il potere di comandare anche sulla magistratura. Tutte le altre cose che sono state dette o fatte, a mio avviso, erano scuse arrampicandosi sugli specchi, perché così com'era stata concepita era un vero e proprio insulto a coloro che allora l’avevano discussa e poi scritta.

domenica 22 marzo 2026

QUANDO SI MORE DI DIVENTA TUTTI BUONI

Chissà perché, quando si muore, si diventa buoni e belli. Le frasi ipocrite che si dicono di fronte alla salma di turno sono sempre le stesse: «Sembra che dorma»; «È bello anche da morto»; «Sembra che sorrida»; «Era tanto buono!».

Poi, quando è morto Umberto Bossi, i media non si sono risparmiati. Hanno scritto epitaffi che potevano essere stati  fatti per la morte di San Francesco, e questo la dice lunga sui nostri giornali e sulle nostre televisioni!

Nel 1994 arriva un signore che fonda la Lega Lombarda, che tra l'altro non è stata una sua idea, ma del suo alter ego Bruno Salvadori, ideologo dell'Union Valdôtaine. Ma questa è solo una curiosità. Parliamo invece dell'uomo che forse un giorno arriveranno persino a canonizzare.

Siamo partiti con un falso: il simbolo della Lega, Alberto da Giussano, non è mai esistito come personaggio storico. Si tratta di una figura leggendaria nata dalle cronache medievali e poi trasformata nel simbolo dell'eroismo lombardo nella battaglia di Legnano contro Federico Barbarossa (1176).

Umberto Bossi era un mio coetaneo talmente becero che, al confronto, gli scaricatori di porto a Livorno impallidivano. Parole come "l'ho duro", "con il tricolore mi pulisco il culo" e "vaffanculo" erano all'ordine del giorno, ma anche questo è gossip.

La gravità non stava tanto nel suo linguaggio: sono fiorentino e la cosa non mi sconvolgeva più di tanto, anche se, per un politico, lo considero davvero fuori luogo, che purtroppo ha fatto scuola!

Ciò che mi ha sconvolto è stato invece il suo razzismo casalingo: "Dalla riva sud del Po non è Padania e metteremo i coccodrilli a difesa", "I meridionali puzzano", "Piantano il basilico nella vasca da bagno", "Nord produttivo, Sud parassitario", "Roma ladrona, Padania indipendente".

Infine, la pagliacciata della fondazione di un governo padano con tanto di ministeri e ancora con il tormentone "secessione" “secessione”. Infine l’inno della lega Lombarda era il Nabucco” un vero ossimoro poiché è stato il simbolo del risorgimento quando agli applausi   alla fine dell’opera gli spettatori gridavano viva Verdi che stava a significare: Viva Vittorio Emanuele re d’Italia. Tutto ciò vi sembra logico? Per questo cari pennivendoli gli avete fatto un epitaffio che assolutamente non rappresenta l'uomo? che è oltretutto è stato un razzista omofobo e scusate se è poco.

giovedì 19 marzo 2026

OMINIDI VERDI? MARZIANI O BURLONI?

Oggi, 19 marzo 2026, guardando la TV, ho visto su Focus una trasmissione che parlava di una probabile presenza di UFO avvistati in Africa centrale e questo mi ha riportato alla mente un fatto accaduto quando la radio annunciò che, nella notte tra il 20 e il 21, 1968 l’Armata del Patto di Varsavia era entrata in Cecoslovacchia per impedire la Primavera di Praga di Alexander Dubček. Non so se il fatto che descriverò sia accaduto proprio in quel giorno, ma sicuramente  era un giorno prima oppure un giorno dopo; ne sono sicuro.

Ero in vacanza in campagna a Corella, una frazione di Dicomano, sugli Appennini tosco-romagnoli. Ero con mia moglie, mio figlio di diciassette mesi e mia zia Silvana, sorella di mia madre. Stavamo facendo i funghi sott'olio, era l'imbrunire, il sole se n'era già andato oltre le colline. I fornelli erano sotto la finestra. All'improvviso, diventò giorno, ma non come un giorno soleggiato, piuttosto una luce intensa e bianca, come uno schermo cinematografico. Il tutto durò non più di tre o quattro secondi, al massimo cinque, poi tornò il buio.

Nessuno, né i giornali né la TV, ha disse niente. La cosa è stata abbastanza misteriosa. Forse un meteorite, ma se fosse stato quello se ne sarebbe parlato. Per me, rimarrà un mistero. Ma non ho avuto una visione paranormale, mia zia neanche. Mia moglie Sandra e la contadina Silvia, la proprietaria della casa, l'hanno visto con i loro occhi. Non posso certo fare affidamento sulla testimonianza di mio figlio, ma la cosa è avvenuta sul serio e non saprò mai cosa è accaduto veramente, anche perché so che su certi accadimenti spesso cala il buio assoluto.

lunedì 26 gennaio 2026

L'AMERICA A STELLE E STRISCE CAPO MUNDI

                                                                   

L’America, guidata dall’allora presidente Benjamin Roswell, e la Russia Sovietica, sotto il dominio di Giuseppe Stalin, ci hanno salvato da Hitler durante l’ultima guerra mondiale, ma mentre l’America è stata considerata l’angelo salvatore, la Russia era associata al comunismo, che faceva venire le bolle a tutti i presidenti sin da allora, tanto che Ronald Reagan la definì l’impero del male. Da allora, gli Stati Uniti si sono auto dichiarati i gendarmi del mondo, effettuando ogni azione con la scusante della tutela dei loro interessi.

Allora, parliamo di quest'angelo vendicatore di tutti i torti del mondo. Attenzione, non salvo né repubblicani né democratici, ma solo i liberali, di cui fanno parte molti uomini e donne del mondo artistico. Cominciamo con il dire che tutti i bianchi che sono sul suolo USA sono immigrati che hanno sterminato i nativi per depredare tutte le loro ricchezze, compreso il petrolio che stava tranquillo sotto la loro terra. Da lì è nato il selvaggio West, in cui le revolverate sembravano coriandoli. Poi sono andati a trascinare via dalle loro terre i neri, rendendoli schiavi e, allo stesso tempo, bruciandoli in croce se non rispettavano le loro regole. Fino agli anni di Martin Luther King, che ha comunicato il messaggio di libertà, anche se nel sud il Ku Klux Klan continuava con le sue angherie nei confronti della gente di colore. Hanno fatto fuori i coniugi Rosenberg, Julius ed Ethel, di cui si diceva fossero spie dell’Unione Sovietica, ma all'epoca c'era il maccartismo e si può anche lecitamente pensare che non lo fossero. Poi, la ciliegina sulla torta: gli anarchici Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, uccisi innocenti solo perché si professavano anarchici, e riabilitati solo dopo molti anni. Ma se c'è un altro mondo lassù, che se ne fanno della riabilitazione.

Gli spagnoli e i portoghesi hanno sterminato tutti i nativi gli indios, a partire dal Messico alla Terra del Fuoco, tanto che si parla solo spagnolo e portoghese. E in funzione anticomunista, la C.I.A. (Central Intelligence Agency) ha foraggiato tutti i regimi dittatoriali, purché i moti rivoluzionari non nuocessero agli interessi degli Stati Uniti d'America. Ne hanno fatto le spese Emiliano Zapata in Messico, Ernesto Che Guevara in Bolivia e Salvador Allende in Cile. In Argentina, le donne della piazza di Majo reclamavano, i loro figli oppositori del regime militare, scomparsi e solo dopo abbiamo saputo che non li trovavano, perché molti di loro erano stati buttati giù dall'aereo senza paracadute. Tutto ciò è documentato, anche se si tenta di non ricordarlo. Questa è la civilissima America, ma solo di facciata, perché governi come il nostro, quello di Meloni, e non solo anche gli altri europei, sono tutti lacchè dell'attuale presidente Trump, o non lo sanno o fanno finta di non sapere.

Di Trump è inutile parlare, il suo comportamento è lapalissianamente schizoide ed espansionista e credo sia chiaro a tutti. Spero che il popolo americano, che non è tutto trumpiano, alle elezioni di medio termine abbia l'accortezza di far capire a questo buffone che se ne torni a casa con i suoi miliardi.

Il barone

sabato 27 dicembre 2025

SOCIALDEMOCRAZIA

     

Questo scritto è dedicato a tutti coloro che hanno a cuore la nostra Italia, che sta scivolando sempre di più in una china pericolosa. A mio modesto parere, la soluzione per ridurre lo spreco di energie e di simboli sarebbe il contenitore di Potere al Popolo, ma tutte le proposte sono valide, se tese a uscire da questo ghetto in cui siamo stati confinati.

I tempi sono maturi: questa ventata nera che ha invaso il nostro Paese ci impone di attivarsi, di uscire dal letargo della sinistra e di organizzarci in maniera unitaria. Dobbiamo trasformare la rabbia, la frustrazione e l'indignazione in una realtà forte e costruttiva per la rinascita di una società vera, solidale e socialdemocratica. 

Ci troviamo spiazzati, perché esistono 100 sigle che si rifanno alla sinistra, ma quando c’è da contare non si riesce mai a computare! Al massimo raggiungiamo il 2%, quando il solo Partito Comunista Italiano poteva contare su 11 milioni di voti. Dobbiamo ripartire dal basso e dalla base. 

Questa è la parola d'ordine di uomini e donne che hanno un ideale di pace, lavoro e libertà. Siamo in tanti nel nostro Paese che non credono più in quei gruppi dirigenti che si sono rivelati inadatti e incapaci.

Dobbiamo uscire dall'isolamento e dalla riserva in cui ci hanno cacciato, ma non con una miriade di falci e martello, altrimenti non ci riusciremo mai. 

Una giovane compagna siciliana ha lanciato un'idea meravigliosa: riunire gli uomini e le donne che hanno a cuore l'igiene mentale e il futuro dei nostri figli e nipoti sotto un unico ombrello, a prescindere dalla sigla.

Insomma, si tratta di formare un gruppo nazionale da Chiasso a Siracusa per poter lavorare alla costruzione di un gruppo di lavoro senza togliere a nessuno il proprio vissuto e i propri distinguo, sotto un'unica sigla senza simboli e senza scritte, al massimo con la parola "socialismo". 

Per questo motivo, per poter andare avanti con serietà, coraggio e determinazione in questa direzione, l'adesione a questo gruppo di lavoro potrà avvenire senza pregiudizi e senza preclusioni e sarà aperta a tutti i socialisti, che siano senza alcuna tessera, come avviene per la stragrande maggioranza, oppure anche se hanno in tasca una tessera di partito. 

È fondamentale, indispensabile e discriminante, per poter aderire al gruppo di lavoro, condividere l'antifascismo, l'antirazzismo e la non prevaricazione dell'uomo sull'uomo; in altre parole, essere una vera donna o un vero uomo di sinistra. 

Vogliamo lavorare per contribuire alla ripresa, anche elettorale, ma le elezioni non devono essere un fine, bensì un mezzo. Riteniamo che i socialisti debbano partecipare alle elezioni solo quando se ne determinano le condizioni, presentandosi con i simboli del lavoro e con un'identità di sinistra chiara e definita, in difesa della Costituzione italiana e dell'uguaglianza, senza suggerire alcuna risoluzione sommaria, ma condividendo le analisi sui territori, i disagi, i bisogni e le emergenze sociali. 

Invitiamo chiunque fosse interessato al progetto a richiedere l’iscrizione al gruppo “Pace, lavoro, libertà” per ricevere ulteriori informazioni sulle modalità di adesione. 

Vi preghiamo, inoltre, di inoltrare questo messaggio ai vostri contatti e amici che condividono questi ideali.

6 Agosto 2018 - 73 anni dall’eccidio dell’imperialista, (U.S.A . bomba H su Hiroshima) 

 

Il Barone!

venerdì 26 dicembre 2025

SIRENE

 SIRENE

Le sirene sono creature leggendarie acquatiche, con l'aspetto di donna nella parte superiore e il corpo e di pesce in quella inferiore, che appaiono principalmente nel folclore europeo, ma che si ritrovano anche in altre culture con figure affini. Si dice che fossero belle e affascinanti e che, con il loro canto o fischio, ammaliassero i naviganti.

Inizio con questa prefazione perché i politici nostrani fischiano come le sirene e, come loro, riescono ad ammaliare parte della popolazione. La differenza è che alcuni restano ammaliati per sempre, mentre altri, come Ulisse, riescono a non cadere nel loro malevolo influsso legandosi a un palo.

Così è successo dopo i vari Berlusconi, Renzi e, oggi, con la Lega e il Movimento 5 Stelle. Fondato nel 2009 da Giuseppe Grillo, detto Beppe, e dal defunto Gianroberto Casaleggio, è oggi da me osteggiato con il non voto, con il contraddittorio verbale e scritto con i suoi sostenitori.

Perché ho parlato di sirene? Mi spiego: sono un uomo impegnato politicamente sin dal 1959, quando ho preso la mia prima tessera della Federazione Giovanile Comunista. Quindi, mi ritengo molto refrattario alle sirene, per non dire immune. Ho discusso con i socialisti e con la Democrazia Cristiana, ma ho capito subito chi erano Renzi e Berlusconi, rimanendo immune alle loro lusinghe rottamatorie e al loro "sogno italiano".

Nel 2005 Grillo era quasi riuscito a entrarmi nel cuore. Considerata l'inesistenza di una sinistra decente, aveva parole di sinistra e non mandava a quel paese nessuno. Ricordo che aveva fatto un calendario con dodici comandamenti, uno per mese, più che condivisibili. Insomma, pur non avendolo mai ammirato come comico, con quelle frasi di stile marxista stava quasi per conquistarmi.

Poi sono arrivati i Vaffa, i Di Maio, i Di Battista, la Taverna e gli altri con le loro buffonate: Grillo mascherato su una spiaggia della provincia di Livorno, detrazioni scenografiche dei loro stipendi da parlamentari e, infine, le loro grida in piazza: "Onestà!". Onestà!

Tutto questo mi ha fatto uscire dal torpore, facendomi finalmente capire la vera natura di questo movimento che, contrariamente a quanto mi era stato fatto credere, non ha nulla a che vedere con la sinistra. Quindi mi chiedo: se ci sono arrivato io, perché non possono arrivarci tutti coloro che si sentono veramente di sinistra? Mi chiedo anche come sia possibile credere a:

Che la rete su cui gli attivisti interloquiscono possa rappresentare l’Italia è un'ipotesi irrealistica; al massimo potrà rappresentare i loro iscritti.

Che un movimento oligarchico, basato sul business della rete su cui la Casaleggio e Associati lucra, dove fa e disfa a suo piacimento, possa dichiararsi un movimento veramente democratico è un'ipotesi irrealistica.

Che chi deroga alle direttive venga espulso ipso facto, a meno che non si tratti di un seguace importante, è un'ipotesi irrealistica.

Che il partito della doppia morale, con gli avvisi di garanzia, con il primo e il secondo mandato, con lo spergiuro di tante parole d’ordine originarie completamente disattese, sia credibile è un'ipotesi irrealistica.

La mancanza di contraddittorio è un'altra irrealistica ipotesi: ogni volta che ho cercato di interloquire con loro, l'epiteto più gentile che ho ricevuto è stato "idiota". L’umiliazione data al PD in streaming che oltretutto fece andare Renzi al potere, negando al PD ogni tipo di collaborazione, per poi chiedergliela dopo il 4 Marzo del 2018.

Potrei continuare a scrivere pagine e pagine, ma credo che queste poche righe siano sufficienti per affermare senza ombra di dubbio: "M.5.S  is not left" e quindi consiglio a chi mi legge di rivolgere il proprio sguardo verso altri lidi, ammesso che ce ne siano. Io mi sono orientato verso Potere al Popolo, con la speranza che questo movimento popolare, in cui confluiscono compagni di varie estrazioni sociali, possa rappresentare la rinascita di una vera sinistra liberale, democratica, antifascista e contraria a ogni tipo di guerra.

LETTERA AD UN AMiCO FASCISTA

Caro amico,

questa è per te. Dopo il nostro scambio di opinioni, sia verbali che scritte, ho riflettuto molto sulla questione dei "Vincitori e Vinti". Partendo dal presupposto, che credo sia condiviso, che tutte le guerre, anche le più epiche, non sono mai romantiche, ma delle atroci tragedie per chi le subisce, se poi sono civili, sono la massima atrocità che l'umanità possa concepire.

Non sono romantiche neanche quando vengono fatte per rovesciare una dittatura: sono giuste, ma non romantiche. Eppure, noi osanniamo anche Napoleone, uno degli uomini più spietati del Settecento e dell'Ottocento, e come lui tanti altri. Questo mi ha fatto venire in mente un parallelismo fra la Resistenza italiana e la guerra in Vietnam, che ho vissuto da giovanissimo (1955-1975). L'imperialistica America del Nord, incurante della disfatta subita dai francesi in Indocina (1946-1954), ha massacrato, incendiato e raso al suolo villaggi con bombe al napalm, stuprato e decapitato, per poi doversi ritirare a causa delle proteste dei pacifisti interni e della sconfitta sul campo.

Concludo: gli USA (democratici o repubblicani indistintamente) non hanno digerito bene questa guerra e quindi la filmografia e i media hanno dipinto i vietcong come dei criminali per le nefandezze commesse dopo la loro vittoria, cose mai verificate con esattezza, ma anche se fosse? Qui ritorno a dire: la violenza chiama violenza. Allora, come da ragazzi, dico: sono stati prima i francesi e poi gli americani a tenere questo popolo ventotto anni in guerra, per cui i ragazzi nati in guerra sono morti in guerra. Allora, di cosa stiamo parlando?

Il ventennio fascista (1922 -1943) iniziò come una dittatura sociale, con scuole, asili e bonifiche, ma poi si trasformò nell'ambizione di un uomo solo al comando: Benito Mussolini, ex socialista e direttore dell'Avanti, il giornale del partito socialista, che dalla sinistra era passato all'estrema destra, ma non a quella democratica, bensì a quella criminale. Naturalmente, questo non ha nulla a che vedere con il giornalista Panza, ma il buongiorno si vede dal mattino. Forse oggi non ci sono le condizioni storiche e, a causa della sua età, non posso fare il processo alle intenzioni.

Infine, quando Benito Mussolini e il suo alleato Adolf Hitler hanno trucidato la gente partendo dalle Fosse Ardeatine, hanno imposto le leggi razziali e predisposto i vagoni blindati inizialmente per la Risiera di San Sabba a Trieste e poi per gli infiniti campi di concentramento in Polonia, Austria, Ungheria, ecc., dove milioni di persone sono state gassate, studiate da medici diabolici come Mengele, violentate nella "casa delle bambole", dove i nazisti potevano disporre delle ragazze internate a proprio piacimento e, se il voto che rilasciavano non era sufficiente, le ragazze venivano uccise.

 

In Italia, le leggi razziali rette esclusivamente dalle camice nere, c’erano le famose ville tristi, ne abbiamo anche noi una a Firenze all’inizio della via Bolognese dove ora c’è un consolato, in quei luoghi i resistenti e i partigiani venivano torturati sino alla morte e quando venivano ributtati malamente in cella, la prima cosa che che chiedevano ai compagni di sventura era: Ho Parlato? Timorosi di aver tradito i compagni.

I prospetti, dei vari campi di sterminio li puoi trovare tranquillamente su Wikipedia, ti dimostrano che, a parte i campi di sterminio più conosciuti, ne erano stati montati parecchi altri. Quindi, è inutile parlare dei fratelli Govoni o delle foibe: in Italia, dopo la disfatta, chi era considerato fascista o collaborazionista veniva eliminato senza troppi complimenti, esattamente come accadeva nella ex Jugoslavia, in particolare in Croazia, dove gli italiani che avevano collaborato con i fascisti italiani, con gli ustascia slavi o con i nazisti venivano fatti fuori.

Il fascismo aveva cercato di cancellare ogni identità culturale dei croati, a partire dalla lingua, quindi non c'era bisogno di fare distinzioni: gli italiani li uccidevano senza se e senza ma.  Attenzione, Vincenzo, non sto cercando di giustificare i misfatti, ma di capire il perché di tanta crudeltà.

Quindi, è inutile recriminare: a ogni azione corrisponde una reazione. A mio parere, dobbiamo lasciare la storia ai libri e agli storici, senza dimenticare mai, ma cominciando a pensare al presente, che francamente non è clemente. La terza guerra mondiale, infatti, è iniziata subito dopo la Corea, con centinaia di guerre locali che si svolgono nel mondo a macchia di leopardo, fortemente fomentate da quelle nazioni imperialiste a cui fanno gola petrolio, gas, diamanti, idrocarburi, ferro, acciaio e oro, e che per questo destabilizzano i regimi dittatoriali esistenti in quei paesi, con la scusa di difendere il mondo dai miscredenti (gli USA docet).

Un fraterno saluto e, assieme a un abbraccio, un augurio di buone feste.

Antonio Maoggi, l'ultimo dei Moicani.

 

giovedì 25 dicembre 2025

NOSTALGIA - REMEMBER - JUVENTUS

 

Amarcord - Nostalgia – Remember - adulescentia

 

Quando si invecchia, nella mente pullulano ricordi alla Fellini. Al mattino, durante il mio trekking, ho sempre un turbinio di pensieri, ma uno in particolare mi dà molta nostalgia: "Le case di tolleranza", i casini, che furono chiusi nel gennaio-febbraio 1958 dalla senatrice socialista Lina Merlin. Allora, nonostante mi fossero state chiuse le porte in faccia, avevo solo sedici anni e, nonostante il dispiacere di non avervi potuto accedere, pensavo che non fosse etico che lo Stato lucrasse sulla prostituzione. Ma quante volte gli ideali accecano?  

Oggi la prostituzione si trova per strada, con le schiave del sesso: ragazze dell'Est, Nigeriane e Albanesi, sfruttate e schiavizzate senza scrupoli da uomini dei loro paesi d'origine. Esiste anche la prostituzione di alto bordo, che si trascina dietro soldi, droga e riciclaggio di denaro sporco. Infine, c'è una prostituzione strisciante online di ragazzine che si offrono in webcam per una ricarica telefonica.  Che dire poi delle letterine e stelline varie che si danno a uomini vecchi per una piccola parte in uno show? Carissima Lina, tu che ora sei fra i giusti, se fossi qui forse converresti con me che ti sei sbagliata. La cosa non goduta è rimasta nella fantasia dell'adolescente che vedeva questi luoghi come paradisi di voluttà, antri fumosi, rococò, piastrelle bianche alle pareti, donne velate che giravano in cerchio seminude con sguardi ammiccanti. Mi sono perso tutto questo. Fantasia era e fantasia rimane. Solo la filmografia mi ha dato una mano: Federico Fellini con Roma e Tinto Brass con Paprika. Ma sempre di finzione si è trattato, cosa che ha fatto aumentare quel sentimento che attanaglia lo stomaco: la nostalgia di un paradiso perduto che non tornerà mai più.

Questo periodo ritorna spesso nella mia mente e, quando ciò accade, sorrido malinconicamente. All'uscita dalla scuola, prima di prendere il filobus per tornare a casa, facevamo spesso con i miei compagni la capatina in via dell'Amorino, al casinò più vicino alla fermata del nostro mezzo, "Il Paradisino". Stavamo lì di fronte con la cartella in mano e, quando uscivano i giovanotti, per noi quelli di 20 anni erano dei giovanotti, li accoglievamo con una cantilena "l'hai fatta la trombatina, eh?". Alcuni sorridevano, altri ci dicevano: "Ragazzi, andate a casa", i più volgari: "La maiala di Tomà", e noi ridevamo come scemi, come solo gli adolescenti sanno fare. Ci si divertiva con poco, allora. Insomma, la casa di tolleranza è rimasta un'esperienza che ho solo sentito raccontare, e le cose che non si sono fatte o che non si sono vissute lasciano un senso di indefinito dentro di noi.

Questa premessa acerba è servita unicamente per introdurre un'altra situazione che, questa volta, ho vissuto e goduto, ma che, come i casini, non esiste più, cancellata dal tempo, dall'evolversi della cultura generale, dalla televisione e da altri media che l'hanno praticamente uccisa. Ma cosa? Ma lui, l'avanspettacolo, alcuni di voi, i più giovani naturalmente, diranno: "Cos'è? Mai sentito nominare". Ma lo dice chiaramente il nome: avanti allo spettacolo, cioè un varietà che veniva messo in scena dopo la programmazione cinematografica, ma che, in effetti, era l'evento principale e il più atteso.

Una compagnia di avanspettacolo era composta da un capocomico, un cantante o una cantante, una soubrette e un corpo di ballo piuttosto scadente. Tuttavia, era inconsapevolmente un laboratorio e un trampolino di lancio per chi aveva le capacità di comico. Da quei palcoscenici sono emersi attori del calibro di Aldo Fabrizi e Franco Franchi, ma la maggior parte degli interpreti di questa commedia ha concluso la propria carriera nell'oblio di sale fumose e maleodoranti di tabacco.  I loro nomi, Marotta e Fanfulla, sono caduti nell'oblio, insieme a quello del capocomico Valdemaro, un livornese verace, dichiaratamente omosessuale, noto per le sue performance che riuscivano a fare teatro nel teatro. I suoi bisticci con il pubblico, che lo prendeva in giro per la sua omosessualità, erano famosi. Lui rispondeva colpo su colpo, con un acume e una dialettica forbita e con il classico intercalare livornese. Così, il pubblico diventava parte integrante dello spettacolo, con le sue battutacce e le frecciate rivolte al comico, ma anche ai cantanti e alle ballerine, accolte con urla da mandriano: "Yahooooo!" quando sfilavano in passerella con i loro fisici esuberanti e che non riuscivano mai ad andare a tempo di musica. Alcune di loro avevano dei grossi buchi nelle calze a rete larga, ma sorridevano a trentadue denti e, agitando le mani circolarmente, lanciavano occhiate maliziose ai ragazzi della prima fila.

A Firenze, credo, l’unico locale d’avanspettacolo fosse il "Flora"; prima della guerra c’era anche l’Apollo, ma poi passò dalla rivista scollacciata a quella di nicchia, sicuramente più gradevole ai palati fini, ma che non riusciva a trasmettere, almeno a noi, la sensazione di trasgressione e sensualità che ci dava l’avanspettacolo.

Il Flora, oggi una sala d’essai, è stato il progenitore delle multisala: era l’unico cinema di cinquantasei che c’erano a Firenze e le sue due sale erano chiamate SALA e SALONE. La SALA era molto piccola e vi venivano proiettati western e film di guerra provenienti dagli Stati Uniti. In quel

periodo gli americani erano i liberatori, quindi venivano osannati da Hollywood. Queste pellicole erano un divertimento per noi e, al termine dei western, c'erano applausi e urla di gioia. Quando invece i film di guerra finivano con un cliché fisso, che vedeva i marinai con la divisa bianca e il classico berrettino in fila e sugli attenti sulla tolda di un sommergibile, con la colonna sonora che sparava a tutto volume l'Inno dei Marines, noi l'accompagnavamo con il battito dei piedi su un parquet di legnaccio nero, umido e maleodorante, il tutto accompagnato da fischi e urla al grido che ci aveva insegnato l’Albertone Nazionale: Uazza America!



In alto, una stampa ottocentesca delle case di tolleranza, le cosiddette case chiuse; in basso, il finale di uno spettacolo con le due soubrette, il capo, il cantante e il comico.