LA TOSCANA CON LE SUE DIECI PROVINCIE
AREZZO
Come quasi tutte le città toscane, anche Arezzo vanta una
tradizione storica: la Giostra del Saracino, che si tiene in Piazza Grande il
penultimo sabato di giugno e la prima domenica di settembre. La città offre
inoltre numerosi monumenti da visitare, come Villa Masini, l'Eremo delle Celle
e, infine, la bellissima cattedrale. Arezzo vanta inoltre un'importante
industria orafa e numerose fabbriche di abbigliamento.
La sua provincia ci porta nel Casentino, che confina con la
Romagna: uno splendido luogo carico di boschi e foreste, dove nasce il fiume
Arno che scorre attraverso la regione per poi gettarsi in mare a Marina di
Pisa.
Nei dintorni si trova Poppi, con il suo bellissimo
castello, e l'eremo dei Frati Camaldolesi, immerso in un bosco di cipressi e
conifere. Sui monti a nord-est si trova Caprese Michelangelo, che ha dato i
natali allo scultore e ha ospitato San Francesco in una grotta dove, per
umiliarsi e soffrire le pene del Cristo, dormiva su una nuda pietra. Verso sud
si trova la ricca Val di Chiana, famosa per l'agricoltura e i suoi splendidi
frutteti, e circondata da città storiche come Cortona, Foiano della Chiana e Monte
San Savino.
Nella
valle del Tevere, che dal Monte Fumaiolo, sull'Appennino tosco-emiliano, scende
verso Roma, si trovano due importanti città: Anghiari, famosa per la battaglia
del 29 giugno 1440, nella quale le truppe milanesi dei Visconti si scontrarono
con una coalizione guidata dalla Repubblica di Firenze e comprendente Venezia e
lo Stato Pontificio.
Ancora
più a valle si trova San Sepolcro, che ogni anno, in occasione di una
rievocazione storica in costume, organizza il torneo del tiro con la balestra.
Si tratta di un'antica tradizione che affonda le sue radici nel Rinascimento
toscano e che la città ha saputo mantenere viva nel tempo, ininterrottamente
dal XV secolo. In questa singolare competizione si sfidano i balestrieri di San
Sepolcro contro i loro storici rivali della città di Gubbio (PG). Più
recentemente, si sono aggiunti i balestrieri del Girifalco di Massa Marittima
(GR), nati addirittura nel XIV secolo.
FIRENZE
Il capoluogo dell’arte medicea, con i suoi amati pittori e
scultori, è la città regina dei cappelli di paglia, decantati e cantati dal
noto chansonnier fiorentino Odoardo Spadaro.
Nei dintorni collinari spicca la vecchia Fiesole, che si
dice sia stata fondata prima ancora di Firenze. Le colline sono ricoperte da
boschi di cipressi, l'albero che per antonomasia è l'emblema della regione.
Borghi medievali si trovano ovunque, intrecciati fra gli
affluenti dell'Arno. Purtroppo, il castello di Sammezzano, circondato da un
ampio parco e situato nell'omonima località nei pressi di Leccio, nel comune di
Reggello, non è più visitabile, poiché versa in stato di abbandono. Lo stile
moresco, le facciate, le scale interne ricche di stucchi, maioliche e vetrate
multicolori e il parco con i suoi alberi esotici e secolari meritavano di
tornare all'antico splendore.
Autocritica alla
ditta che lo gestiva e che ha dichiarato fallimento, ma anche ai nostri
governanti che non si sono presi cura di questo meraviglia. Marciando verso est
sulla Chianti Classico verso Siena, le colline sono ammantate di viti da cui si
ricavano vini conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Girando fra i profumi
di mosto al tempo della vendemmia, si possono trovare piccoli borghi carichi di
storia quasi ad ogni angolo.
Infine, Empoli, comune che costeggia l’Arno, a pochi passi
dalla patria di Leonardo da Vinci, dove, sul masso della Gonfolina, nella via
che da Ponte a Signa porta a Montelupo, il genio scrisse il motto: "Nulla
è lo leggere senza lo ritenere" tratto dalla Divina Commedia di Dante
l’Alighieri: Paradiso canto V.
GROSSETO
La città
più a sud della Toscana, confina con il Lazio e, circondata da incantevoli mura
medicee, offre come piatto forte della cucina maremmana l'acqua cotta. La sua
vicinanza con il mare, però, aggiunge alla cucina una ricca offerta di pescato.
La
provincia offre affascinanti località di mare come: Principina a Mare,
Castiglione della Pescaia, Porto Ercole e Tirli, con la sua collina a
strapiombo sul Tirreno, e, infine, le isole del Giglio e di Giannutri, veri
gioielli dell'arcipelago toscano. A metà
strada sull'Aurelia, tra Grosseto e Tarquinia, si trova Magliano in Toscana, un
borgo agricolo collinare dove, guardando l'orizzonte, si può ammirare lo
scintillio del mare. Dal mare, come per incanto, ci si ritrova sulle montagne,
il Monte Amiata con il suo gioiellino, Arcidosso.
La
pianura è famosa per i Butteri, uomini forti che nell'Ottocento batterono il
famoso eroe americano Buffalo Bill in una corsa a cavallo, quando questi girava
con il suo circo. La pianura maremmana è infatti molto simile al Far West, con
vacche dalle lunghe corna e bufale che pascolano libere nella prateria. La
provincia è prettamente rurale e i vari impianti industriali hanno pian piano
lasciato la zona per altri lidi. Resiste la "MABRO", una fabbrica di
abbigliamento importante che impiega molti lavoratori e confeziona abiti anche
per gli atelier del cinema della capitale.
LIVORNO
Con il suo porto mediceo e i quattro mori incatenati,
davanti a una fortezza che è stata impropriamente trasformata in un grand
hotel, il viandante esclamerà: "Siamo arrivati a Livorno!"
La città natale di Pietro Mascagni, del pittore maledetto
Amedeo Modigliani e, più recentemente, del regista Paolo Virzì. Dalla terrazza
Mascagni, riportata all'antico splendore, si scorge l'isola di Montecristo, un
tempo chiamata Oglasa e resa famosa da Alexandre Dumas con il romanzo Il Conte
di Montecristo. L'isola è una delle più selvagge e inaccessibili del Parco
dell'Arcipelago Toscano.
Dalla stessa terrazza si staglia la "matrona"
dell'arcipelago, l'isola d'Elba, visibile anche con la foschia a causa della
sua estensione. La costa del Romito, che va dalla città a Quercianella e
Castiglioncello, con la sua straordinaria vista, può competere con la più
famosa costiera amalfitana.
Viaggiando verso Grosseto, si incontrano località di
villeggiatura per tutti i gusti, da Marina di Cecina a San Vincenzo.
Percorrendo la strada interna chiamata Costa degli Etruschi, si arriva a
Piombino, dove si può ammirare la meravigliosa terrazza sul mare, il piazzale "Bovio",
da cui si possono vedere ancora meglio le isole. Piombino ha inoltre un
importante porto commerciale per le isole e per la Sardegna.
Proseguendo per Donoratico, Castagneto e Bolgheri, la città
natale del poeta Giosuè Carducci, si arriva a un paesino costiero chiamato La
California, così chiamato perché si trova sul 28° parallelo, lo stesso che
taglia lo stato omonimo degli USA. La zona ha un clima talmente temperato che,
se non si guarda il calendario, non si riesce a capire in quale stagione ci si
trova.
Infine, se si desidera fare una passeggiata mistica, sulla
montagna a sud della città si trova il Santuario di Monte Nero, ricco di
migliaia di ex voto con foto e disegni lasciati dai miracolati o da chi li
considera tali.
LUCCA
Arrivati
a Lucca, veniamo inondati dal dolce tipico della città: il buccellato, che
deriva dal nome latino buccella, ovvero boccone. Per gli antichi romani, il
buccellatum era un pane rotondo formato da una corona di panini, detti
buccellae.
Un nome
talmente legato alla città che è nata la storiella secondo cui Cristoforo
Colombo, appena sbarcato a San Salvador, avrebbe trovato sull'arenile un
lucchese che vendeva il buccellato. Forse la novella deriva dal fatto che la
Lucchesia è stata, nei secoli, un popolo di emigranti.
La città
è circondata da alte mura che un tempo la proteggevano dagli assalti nemici e
che oggi possono essere percorse a piedi e in bicicletta.
All'interno,
la città è attraversata da un fosso e protetta da sei porte, alcune
cinquecentesche e altre più recenti, ognuna con il proprio nome: a partire da
nord, in senso orario, troviamo Porta Santa Maria (1592), Porta San Jacopo
(1930), la più recente, Porta Elisa (1811), Porta San Pietro (1565), Porta
Sant'Anna, aperta nel 1911, e infine Porta San Donato (1629), che dà accesso
all'omonimo piazzale.
Caratteristica
della città è la moltitudine di chiese: non a caso è chiamata la città delle
100 chiese, anche se in realtà sono solo 13. Inserite tutte nella cinta muraria
della Lucca medievale, molto piccola, le chiese si trovano una ad ogni angolo e
possono sembrare veramente cento.
Non
dimentichiamo che questa città ha dato i natali a Luigi Boccherini nel 1743 e a
Giacomo Puccini nel 1858. Se ci si trova
a Lucca, non si può non visitare la piazza ovale del mercato e la torre
Guinigi, una struttura in mattoni rossi alta 44 metri, sulla cui cima si ergono
sette alberi di leccio.
Nel 1822
Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone, acquistò una villa sul Monte San
Quirico, a cui diede il suo nome. La località si trova a mezza costa, a soli cinquecento
metri dalla città.
Attraversando
il monte, dalla città si arriva in Versilia, terra di mare protetta e
circondata dalle Apuane, con Viareggio e il suo carnevale famoso in tutto il
mondo e Forte dei Marmi, località di lusso.
MASSA & CARRARA
Le due città, il cui capoluogo è Massa, sono vicinissime
e alle loro spalle si ergono le montagne da cui, da molti secoli, si estrae il
marmo. Anche il grande Michelangelo Buonarroti pretendeva solo marmo di
Carrara, anche se il Papa Giulio II, detto il Papa guerriero, esigeva che lo
estraesse da Seravezza, in provincia di Lucca, poiché quelle cave erano di sua
proprietà. I porti di Marina di Massa e di Carrara lavorano esclusivamente per
imbarcare grandi blocchi di marmo, destinati a ogni parte del globo. A Massa
c’è una fontana chiamata “Fontana dei culi”: fu lo scultore a darle
questo nome volgare, in quanto è circondata da puttini nudi. I massesi, ligi al
dettato, continuano a chiamarla così.
Vicino si trova la piazza degli Aranci, una grande piazza
circondata da aranceti selvatici che donano a quel luogo un'immagine
variopinta.
A Firenze si trova il famoso bronzo del
"Porcellino", che raffigura un cinghiale circondato da animali di
stagno, come rane e serpenti. La statua è diventata d'oro, poiché si dice che
porti fortuna toccarla; la patina bronzea si è completamente lucidata a causa
della palpazione di milioni di turisti.
A Carrara, dove tutto è marmo, persino le soglie delle
abitazioni e alcune pavimentazioni, nella piazza Alberica non poteva mancare la
copia marmorea del Porcellino, poiché lo scultore Pietro Tacca, che ha
realizzato la statua bronzea di Firenze, vi era nato nel 1577.
Ai confini tra Toscana e Liguria si trova un luogo molto
antico: la Lunigiana, una piccola porzione di territorio sotto
l'amministrazione del comune di Sarzana, che essendo in provincia della Spezia
si trova in Liguria. La zona era già frequentata dagli antichi Romani, che la
chiamarono "Lunensis", che letteralmente significa "Luna":
un luogo davvero ameno. Se si viaggia verso ovest negli anni sessanta
attraversando il passo del Bracco, si sconfinava in Liguria nella provincia
della Spezia, mentre a nord si incontra la provincia di Parma, a nord-est la
provincia di Reggio Emilia, infine a sud-est si incontra la lussureggiante
Garfagnana; più a sud con le spiagge di Massa e Carrara si arriva al litorale
versiliese.
PISA
La città della torre pendente, patria del
grande fisico Galileo Galilei, è conosciuta in tutto il mondo per la sua torre,
che si erge nello splendido scenario della Piazza dei Miracoli, costeggiata a
est dalle mura del cimitero monumentale. Il piatto classico sono le
"pallotte", piccole sfere di polenta gialla affogate in un denso sugo
di carne.
Pisa fu una delle quattro repubbliche
marinare, la più giovane dopo Venezia, Amalfi e Genova. Tuttavia, oltre alle
quattro più note, furono repubbliche marinare anche Ancona, Gaeta e la piccola
repubblica di Noli, che si trovava a levante di Genova. A queste si può
aggiungere anche la Croazia, con la città di Ragusa, oggi Dubrovnik, all'epoca
sotto il dominio veneziano.
Anche a Pisa, come ad Arezzo, Firenze,
Prato e Siena, si svolge un gioco in una riedizione medievale: il "Gioco
del Ponte", che fu giocato per tutto il periodo che va dal Seicento al
Settecento e che scomparve nel 1807.
Nel 1935 il gioco fu riesumato,
ispirandosi all'antico gioco militare del "mazza scudo", che
consisteva in una battaglia simulata che si svolgeva sul Ponte di Mezzo, il cui
obiettivo era la conquista dell'intera metà occupata dalla parte avversaria.
Come tutti i giochi di origine
post-medievale, anche questo è caratterizzato da foga e violenza, tanto che
negli anni Sessanta fu nuovamente abolito perché qualcuno finiva per cadere giù
dal ponte nell'Arno.
Ma i pisani amano troppo questa singolare
contesa e, anche se nel corso dei secoli il gioco è stato più volte
ripristinato e interrotto, esso ha sempre simboleggiato la ripresa delle armi
da parte degli indomiti cittadini pisani contro gli odiati fiorentini. Pisa
vanta inoltre un importante aeroporto intercontinentale, il Galileo Galilei,
che è stato battezzato come l'aeroporto della Toscana. Verso la costa,
l'aeroporto diventa militare, da dove si levano in volo i mastodontici C.130.
Il circondario, nella valle dell'Arno
verso Firenze, è la zona del comprensorio del cuoio, con le sue concerie.
Salendo in collina, a Calci, si scopre una delle più belle certose italiane,
una vera e propria apparizione da sindrome di Stendhal. Continuando verso
Firenze, si trovano le Terme di San Giuliano, situate al confine con la
Lucchesia, il cui capoluogo è raggiungibile attraverso un traforo fra i monti,
dove si staglia il più alto, il "Serra".
Verso la
Versilia si incontra la tenuta di San Rossore, che prima apparteneva al re e
poi al presidente della Repubblica, dove, camminando al suo interno, si possono
vedere cinghiali e daini che attraversano la strada e un allevamento di cavalli
da corsa, eccellenza nazionale. Dalla parte opposta, verso Livorno, dopo il
grande deposito dell'acqua della Saint-Gobain, la fabbrica dei vetri a prova di
proiettile, svoltando verso Marina di San Pietro a Grado, si incontra una
cattedrale dedicata a San Pietro Apostolo, caratterizzata da due absidi e da
una facciata assente.
PISTOIA
La città si
trova nel nord della Toscana. a metà strada fra Firenze e Lucca da cui dista
C.ca 40 Km.
La provincia
di Pistoia è piuttosto estesa e comprende sia zone pianeggianti che collinari e
montuose, dalla piana dell’Ombrone, alla Valdinievole e l’incantevole montagna
pistoiese, che offre impianti sciistici e viste da favola, San Marcello,
Popiglio, l’Abetone patria del campione olimpico degli anni cinquanta Zeno Colò, Maresca e
Gavinana dove Francesco Ferrucci morente nel 1530, disse la famosa frase al
soldato di ventura Fabrizio Maramaldo che lo stava per uccidere: “Vile tu
uccidi un uomo morto”.
Monsummano
Terme, con la sua grotta Giusti, una
grotta carsica il cui nome deriva dalla famiglia del poeta Giuseppe Giusti
primo proprietario dello stabilimento, la scoperta della grotta è avvenuta nel
1849. Montecatini Terme, cura delle acque, nata nel 1775 per ordine
dell’illuminato granduca Leopoldo II che nato in Toscana l’ha amata rendendola
ancor più bella con i suoi acquedotti e stazioni. Montecatini e Monsummano sono
centri benessere celebrati nei secoli dai reali italiani ed europei, più
recentemente da personaggi famosi di Hollywood.
La piccola
città di Quarrata è invece nota per la produzione e commercializzazione di
mobili di qualità.
Anche la
cioccolata è una delle eccellenze della piana pistoiese chiamata: “Chocolate
Valley Toscana” molte aziende a carattere artigianale producono cioccolato
rinomato in Italia e non solo.
Pochi sanno
che Pistoia ha in ventato la pistola, anche se per amor di verità la cosa non è
documentata, cosa certa però che nel medio evo Pistoia aveva dei valenti
armaioli per cui lo si può anche pensare, inoltre a volte gli abitanti di
Pistoia vengono chiamati pistolesi, sarà una combinazione?
Gli Stati
Uniti reclamano l’invenzione (Antonio Meucci docet.) attribuendola a Samuel
Colt che nel 1814 gli dette il nome.
All’interno della città abbiamo due chicche, la piazza del
Duomo la cui bellezza sta nella sua sobrietà, proseguendo per il centro storico
troviamo l’ex nosocomio del “Ceppo” un antico spedale, fondato nel 1277,
che secondo la leggenda, il suo nome deriva da un ceppo miracolosamente fiorito
durante l'inverno, all’ingresso sulla tettoia con il colonnato, svettano le
straordinarie maioliche di Giovanni Della Robbia. Se vogliamo parlare di altre
curiosità, passiamo a quelle dolci: Pistoia è una delle maggiori produttrici di
confetti. Le prime notizie sui confetti pistoiesi risalgono al Medioevo, quando
gli anici confecti vennero utilizzati durante una festa indetta dall'Opera di
San Jacopo il 25 luglio 1372. Pistoia
vanta inoltre una produzione di piatti musicali martellati. La U.F.I.P. Unione
Fabbricanti Italiani Piatti è un'azienda pistoiese che produce piatti
musicali e, pur mantenendo la produzione di piatti per batterie rock, produce
anche altri strumenti a percussione come gong, tam tam e campane tubolari.
PRATO
la provincia più
giovane, non per questo meno importante: una ragazzina nata nel 1992, che si è
svincolata dall’odiata Firenze, che in passato l’aveva messa a ferro e fuoco un
paio di volte.
D'altronde, anche
Pistoia era sotto Lucca e solo con l'avvento del fascismo divenne capoluogo
della provincia omonima. Va considerato che nel Medioevo la Firenze medicea era
in lotta con quasi tutte le altre province, che a loro volta si osteggiavano
fra loro; per questo motivo, Firenze, città dei banchieri, non voleva perdere
il suo predominio, in particolare lo sbocco a mare, fondamentale per i suoi
affari. Ci volle il Granduca per mettere ordine con la fondazione del
Granducato di Toscana (1569-1859).
Vernio, Vaiano,
Montemurlo, Poggio a Caiano e Carmignano, che erano sotto l’amministrazione
fiorentina, sono di fatto passate alla provincia di Prato. In città si possono
ammirare il Duomo, con il pulpito disegnato da Donatello in collaborazione con
Michelozzo nel Quattrocento, e la fontana del "Pescatorello" del XIX
secolo, con un'effige di un piccolo pescatore sulla sommità e due cigni ai
lati. La provincia, a est, è caratterizzata dalle colline di Poggio a Caiano e
Carmignano, famose per la produzione di un ottimo vino. A Poggio a Caiano si
trova la meravigliosa Villa Medicea, costruita per il magnifico Lorenzo da
Giuliano da Sangallo nel 1480, un vero gioiello dell'architettura medicea
medievale, che nell'800 fu posseduta da Maria Luigia d'Etruria.
Va considerato che nel Medioevo la Firenze medicea era in
lotta con quasi tutte le altre province, che a loro volta si osteggiavano fra
loro; per questo motivo, Firenze, città dei banchieri, non voleva perdere il
suo predominio, in particolare lo sbocco a mare, fondamentale per i suoi
affari.
Ci volle il Granduca per mettere ordine con la fondazione
del Granducato di Toscana (1569-1859).
Vernio, Vaiano, Montemurlo, Poggio a Caiano e Carmignano,
che erano sotto l’amministrazione fiorentina, sono di fatto passate alla
provincia di Prato. In città si possono ammirare il Duomo, con il pulpito
disegnato da Donatello in collaborazione con Michelozzo nel Quattrocento, e la
fontana del "Pescatorello" del XIX secolo, con un'effige di un
piccolo pescatore sulla sommità e due cigni ai lati. La provincia, a est, è
caratterizzata dalle colline di Poggio a Caiano e Carmignano, famose per la
produzione di un ottimo vino. A Poggio a Caiano si trova la meravigliosa Villa
Medicea, costruita per il magnifico Lorenzo il Magnifico da Giuliano da Sangallo
nel 1480 e considerata un vero gioiello dell'architettura medicea medievale. La
villa fu posseduta da Maria Luigia d'Etruria nell'Ottocento. Nel magnifico palazzo comunale di Prato, accanto
all'altrettanto splendido palazzo trecentesco del Pretorio, si trova una statua
di Francesco di Marco Datini, un signore vissuto fra il XIII e il XIV secolo.
Datini, vista l'attività industriale e commerciale della sua città, ebbe
un'idea che si diffuse rapidamente in tutto il mondo conosciuto: la cambiale,
che allora si chiamava "lettera di cambio". A Datini si attribuisce
anche l'invenzione dell'assegno bancario.
SIENA
La città del Palio, in cui le contrade
della città gareggiano in una giostra equestre, è famosa in tutto il mondo.
Questa tradizione, nata nel tardo XII secolo, si svolge nell’anello della
Piazza del Campo e vede i fantini cavalcare a pelo e senza staffe.
Le dispute si tengono il 2 luglio e il 16
agosto, in occasione del Palio dell'Assunta, in onore della Vergine Maria.
La gara si svolge in una piazza enorme che
si erge al centro delle contrade: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago,
Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca,
Torre e Valdimontone. Come tutte le rievocazioni storiche toscane, anche il
Palio ha i suoi sostenitori, alcuni dei quali sono così legati alla propria
contrada da arrivare a volte alle mani, non certo per il premio, che è un
labaro finemente ricamato, ma per il simbolo della vittoria sulle contrade
avversarie, che i contradaioli festeggiano con canti, balli e luculliani
banchetti.
In quella piazza si erge la Torre del
Mangia, costruita nel 1325 e completata nel 1348, dopo 23 anni. È
per altezza la seconda in Italia dopo il Torrazzo di Cremona che s’innalza per
112.54 metri.
In toscana è la più alta con i suoi 88
metri, segue a ruota Firenze con il campanile di Giotto alto 84,70 metri, la
torre pendente di Pisa 57 metri e la Torre Guinigi a Lucca con i suoi 44,25
metri.
Quest’ultima torre alberata, al turista
appare molto più alta, poiché essendo circondata dai palazzi, guardandola dal
basso per vederla nella sua interezza, ci si deve appoggiare al muro del
palazzo di fronte. Siena è anche la città dei dolci anch’essi conosciuti ed
apprezzati all’estero: Panforte, Ricciarelli e Pan Pepato, delle vere leccornie
che allietano i tavoli toscani e non solo, durante le feste natalizie.
La toscana ha tanto fuoco sotto la sua
crosta, quindi anche in provincia di Siena ci sono terme per tutti gusti, le
più conosciute sono quelle di Petriolo e Rapolano che hanno acque sulfuree e
soprattutto note per i sui fanghi bollenti per la cura delle artrosi.
Viaggiando verso Arezzo, c’imbattiamo in
incantevoli borghi medioevali, Sinalunga, Torrita di Siena e Bettolle; mentre
dirigendosi verso Firenze ne troviamo altrettante: Monteriggioni: Il Castello di Monteriggioni fu
costruito dai senesi per ordinanza del podestà Guelfo da Porcari,
in un periodo compreso tra il 1214 e il 1219.
Il terreno, acquistato dalla famiglia nobile Da Staggia,
era la sede di un'antica fattoria longobarda, la
denominazione di Montis Regis
probabilmente indicava un fondo di proprietà regale o che godeva di esenzioni
fiscali da parte della corona, la costruzione del castello ad opera della Repubblica di
Siena ebbe
principalmente scopo difensivo, in quanto il borgo sorse sul monte Ala in
posizione di dominio e sorveglianza della strada Francigena, per
controllare le valli dell'Elsa e dello Staggia in direzione di Firenze,
la storica rivale di Siena.
San Gimignano sorge su un luogo abitato sicuramente dagli etruschi, almeno dal III secolo a.C. Il colle era stato scelto
per questioni strategiche, essendo dominante (324 m s.l.m.) sull'alta Val d'Elsa.
Sulle pendici del Poggio del Comune (624 m s.l.m.) si
trovano i ruderi di Castelvecchio, un villaggio risalente all'epoca longobarda.
La prima menzione risale al 929. Nel Medioevo, la città si
trovava su una delle direttrici della Via Francigena, percorsa da Sigerico,
arcivescovo di Canterbury, tra il 990 e il 994, che la segnò come XIX^ tappa
del suo itinerario di ritorno da Roma verso l'Inghilterra. Sigerico la nominò
Sce Gemiane, segnalandola anche come punto di intersezione con la strada fra
Pisa e Siena. Secondo altri, il nome deriverebbe dal santo vescovo di Modena,
che avrebbe difeso il villaggio dall'occupazione di Attila.
La prima cinta muraria risale al 998 e comprendeva il
poggio di Monte Staffoli, dove già esisteva una rocca. La bellezza di questa
città è stata riconosciuta con l’acquisizione del titolo di “Patrimonio
dell’umanità”. Non dimentichiamo Certaldo, dove è nato Giovanni Boccaccio,
anch’esso esempio di architettura medievale. Da qui, sia verso Empoli che verso
il Chianti senese, le viti sono onnipresenti e il vino toscano, sia Chianti
Classico che Gallo Nero, è apprezzato dai palati più fini di tutto il mondo.
Ma se dovessimo dare la primogenitura del vino toscano io
credo che Gaiole, Radda e Castellina che si trovano sulla vecchia chiantigiana
che porta Firenze, nessuno la contesterebbe.
Potremmo
dimenticare l'abbazia di San Galgano nel comune di Chiusdino? Il sito è
costituito dall'eremo detto "Rotonda di Montesiepi" (quello
della spada nella roccia) e dalla grande abbazia cistercense, ora ridotta alle
sole mura e completamente in rovina, che rappresenta una meta turistica proprio
per questa sua peculiarità che trasporta i visitatori nel Medioevo.
La
mancanza del tetto mette in risalto l'articolazione dell'imponente struttura
architettonica classica delle cattedrali gotiche. Il verde che la circonda e la
chiesa soprastante, la "Rotonda di Montesiepi", fanno pensare,
a chi c'è stato o l'ha vista nei film, alla verde Irlanda.