CHI SONO

Mi chiamo Antonio Maoggi sono un fiorentino nato sotto le bombe dell’ultima guerra, da ragazzo avevo grandi sogni di scrivere, ma bisognava andare a lavorare per aiutare la famiglia e, questo è successo, però la passione è rimasta, ma lavoro, famiglia e figli me lo hanno impedito. Una volta libero come pensionato ho preso carta, penna ed ho cominciato a scrivere e non mi sono fermato più e tutt’ora sto scrivendo l’ultimo racconto. I miei lavori sono tutti inseriti in questo blog in basso sulla fascia lateralmente a destra e, se qualcuno fosse interessato, basta che lo comunichi, e tramite mail che vorrete cortesemente comunicarvi, invierò gratuitamente il racconto in formato PDF, poiché scrivere è fantastico, ma essere letto lo è ancora di più! mascansa@outlook.it

mercoledì 24 dicembre 2025

TUSCANIA TERRA DEGLI ETRUSCHI E DEI MEDICI

LA TOSCANA CON LE SUE DIECI PROVINCIE

AREZZO

Come quasi tutte le città toscane, anche Arezzo vanta una tradizione storica: la Giostra del Saracino, che si tiene in Piazza Grande il penultimo sabato di giugno e la prima domenica di settembre. La città offre inoltre numerosi monumenti da visitare, come Villa Masini, l'Eremo delle Celle e, infine, la bellissima cattedrale. Arezzo vanta inoltre un'importante industria orafa e numerose fabbriche di abbigliamento.

La sua provincia ci porta nel Casentino, che confina con la Romagna: uno splendido luogo carico di boschi e foreste, dove nasce il fiume Arno che scorre attraverso la regione per poi gettarsi in mare a Marina di Pisa. 

Nei dintorni si trova Poppi, con il suo bellissimo castello, e l'eremo dei Frati Camaldolesi, immerso in un bosco di cipressi e conifere. Sui monti a nord-est si trova Caprese Michelangelo, che ha dato i natali allo scultore e ha ospitato San Francesco in una grotta dove, per umiliarsi e soffrire le pene del Cristo, dormiva su una nuda pietra. Verso sud si trova la ricca Val di Chiana, famosa per l'agricoltura e i suoi splendidi frutteti, e circondata da città storiche come Cortona, Foiano della Chiana e Monte San Savino.

Nella valle del Tevere, che dal Monte Fumaiolo, sull'Appennino tosco-emiliano, scende verso Roma, si trovano due importanti città: Anghiari, famosa per la battaglia del 29 giugno 1440, nella quale le truppe milanesi dei Visconti si scontrarono con una coalizione guidata dalla Repubblica di Firenze e comprendente Venezia e lo Stato Pontificio.

Ancora più a valle si trova San Sepolcro, che ogni anno, in occasione di una rievocazione storica in costume, organizza il torneo del tiro con la balestra. Si tratta di un'antica tradizione che affonda le sue radici nel Rinascimento toscano e che la città ha saputo mantenere viva nel tempo, ininterrottamente dal XV secolo. In questa singolare competizione si sfidano i balestrieri di San Sepolcro contro i loro storici rivali della città di Gubbio (PG). Più recentemente, si sono aggiunti i balestrieri del Girifalco di Massa Marittima (GR), nati addirittura nel XIV secolo.

 

FIRENZE

Il capoluogo dell’arte medicea, con i suoi amati pittori e scultori, è la città regina dei cappelli di paglia, decantati e cantati dal noto chansonnier fiorentino Odoardo Spadaro.

Nei dintorni collinari spicca la vecchia Fiesole, che si dice sia stata fondata prima ancora di Firenze. Le colline sono ricoperte da boschi di cipressi, l'albero che per antonomasia è l'emblema della regione.

Borghi medievali si trovano ovunque, intrecciati fra gli affluenti dell'Arno. Purtroppo, il castello di Sammezzano, circondato da un ampio parco e situato nell'omonima località nei pressi di Leccio, nel comune di Reggello, non è più visitabile, poiché versa in stato di abbandono. Lo stile moresco, le facciate, le scale interne ricche di stucchi, maioliche e vetrate multicolori e il parco con i suoi alberi esotici e secolari meritavano di tornare all'antico splendore.

 Autocritica alla ditta che lo gestiva e che ha dichiarato fallimento, ma anche ai nostri governanti che non si sono presi cura di questo meraviglia. Marciando verso est sulla Chianti Classico verso Siena, le colline sono ammantate di viti da cui si ricavano vini conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Girando fra i profumi di mosto al tempo della vendemmia, si possono trovare piccoli borghi carichi di storia quasi ad ogni angolo.

Infine, Empoli, comune che costeggia l’Arno, a pochi passi dalla patria di Leonardo da Vinci, dove, sul masso della Gonfolina, nella via che da Ponte a Signa porta a Montelupo, il genio scrisse il motto: "Nulla è lo leggere senza lo ritenere" tratto dalla Divina Commedia di Dante l’Alighieri: Paradiso canto V.

 GROSSETO

La città più a sud della Toscana, confina con il Lazio e, circondata da incantevoli mura medicee, offre come piatto forte della cucina maremmana l'acqua cotta. La sua vicinanza con il mare, però, aggiunge alla cucina una ricca offerta di pescato.

La provincia offre affascinanti località di mare come: Principina a Mare, Castiglione della Pescaia, Porto Ercole e Tirli, con la sua collina a strapiombo sul Tirreno, e, infine, le isole del Giglio e di Giannutri, veri gioielli dell'arcipelago toscano.  A metà strada sull'Aurelia, tra Grosseto e Tarquinia, si trova Magliano in Toscana, un borgo agricolo collinare dove, guardando l'orizzonte, si può ammirare lo scintillio del mare. Dal mare, come per incanto, ci si ritrova sulle montagne, il Monte Amiata con il suo gioiellino, Arcidosso. 

La pianura è famosa per i Butteri, uomini forti che nell'Ottocento batterono il famoso eroe americano Buffalo Bill in una corsa a cavallo, quando questi girava con il suo circo. La pianura maremmana è infatti molto simile al Far West, con vacche dalle lunghe corna e bufale che pascolano libere nella prateria. La provincia è prettamente rurale e i vari impianti industriali hanno pian piano lasciato la zona per altri lidi. Resiste la "MABRO", una fabbrica di abbigliamento importante che impiega molti lavoratori e confeziona abiti anche per gli atelier del cinema della capitale. 


 LIVORNO

Con il suo porto mediceo e i quattro mori incatenati, davanti a una fortezza che è stata impropriamente trasformata in un grand hotel, il viandante esclamerà: "Siamo arrivati a Livorno!"

La città natale di Pietro Mascagni, del pittore maledetto Amedeo Modigliani e, più recentemente, del regista Paolo Virzì. Dalla terrazza Mascagni, riportata all'antico splendore, si scorge l'isola di Montecristo, un tempo chiamata Oglasa e resa famosa da Alexandre Dumas con il romanzo Il Conte di Montecristo. L'isola è una delle più selvagge e inaccessibili del Parco dell'Arcipelago Toscano.

Dalla stessa terrazza si staglia la "matrona" dell'arcipelago, l'isola d'Elba, visibile anche con la foschia a causa della sua estensione. La costa del Romito, che va dalla città a Quercianella e Castiglioncello, con la sua straordinaria vista, può competere con la più famosa costiera amalfitana.

Viaggiando verso Grosseto, si incontrano località di villeggiatura per tutti i gusti, da Marina di Cecina a San Vincenzo. Percorrendo la strada interna chiamata Costa degli Etruschi, si arriva a Piombino, dove si può ammirare la meravigliosa terrazza sul mare, il piazzale "Bovio", da cui si possono vedere ancora meglio le isole. Piombino ha inoltre un importante porto commerciale per le isole e per la Sardegna.

Proseguendo per Donoratico, Castagneto e Bolgheri, la città natale del poeta Giosuè Carducci, si arriva a un paesino costiero chiamato La California, così chiamato perché si trova sul 28° parallelo, lo stesso che taglia lo stato omonimo degli USA. La zona ha un clima talmente temperato che, se non si guarda il calendario, non si riesce a capire in quale stagione ci si trova.

Infine, se si desidera fare una passeggiata mistica, sulla montagna a sud della città si trova il Santuario di Monte Nero, ricco di migliaia di ex voto con foto e disegni lasciati dai miracolati o da chi li considera tali.

 

LUCCA

Arrivati a Lucca, veniamo inondati dal dolce tipico della città: il buccellato, che deriva dal nome latino buccella, ovvero boccone. Per gli antichi romani, il buccellatum era un pane rotondo formato da una corona di panini, detti buccellae. 

Un nome talmente legato alla città che è nata la storiella secondo cui Cristoforo Colombo, appena sbarcato a San Salvador, avrebbe trovato sull'arenile un lucchese che vendeva il buccellato. Forse la novella deriva dal fatto che la Lucchesia è stata, nei secoli, un popolo di emigranti.

La città è circondata da alte mura che un tempo la proteggevano dagli assalti nemici e che oggi possono essere percorse a piedi e in bicicletta. 

All'interno, la città è attraversata da un fosso e protetta da sei porte, alcune cinquecentesche e altre più recenti, ognuna con il proprio nome: a partire da nord, in senso orario, troviamo Porta Santa Maria (1592), Porta San Jacopo (1930), la più recente, Porta Elisa (1811), Porta San Pietro (1565), Porta Sant'Anna, aperta nel 1911, e infine Porta San Donato (1629), che dà accesso all'omonimo piazzale.

Caratteristica della città è la moltitudine di chiese: non a caso è chiamata la città delle 100 chiese, anche se in realtà sono solo 13. Inserite tutte nella cinta muraria della Lucca medievale, molto piccola, le chiese si trovano una ad ogni angolo e possono sembrare veramente cento.

Non dimentichiamo che questa città ha dato i natali a Luigi Boccherini nel 1743 e a Giacomo Puccini nel 1858.  Se ci si trova a Lucca, non si può non visitare la piazza ovale del mercato e la torre Guinigi, una struttura in mattoni rossi alta 44 metri, sulla cui cima si ergono sette alberi di leccio.

Nel 1822 Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone, acquistò una villa sul Monte San Quirico, a cui diede il suo nome. La località si trova a mezza costa, a soli cinquecento metri dalla città.

Attraversando il monte, dalla città si arriva in Versilia, terra di mare protetta e circondata dalle Apuane, con Viareggio e il suo carnevale famoso in tutto il mondo e Forte dei Marmi, località di lusso.

 

MASSA & CARRARA

Le due città, il cui capoluogo è Massa, sono vicinissime e alle loro spalle si ergono le montagne da cui, da molti secoli, si estrae il marmo. Anche il grande Michelangelo Buonarroti pretendeva solo marmo di Carrara, anche se il Papa Giulio II, detto il Papa guerriero, esigeva che lo estraesse da Seravezza, in provincia di Lucca, poiché quelle cave erano di sua proprietà. I porti di Marina di Massa e di Carrara lavorano esclusivamente per imbarcare grandi blocchi di marmo, destinati a ogni parte del globo. A Massa c’è una fontana chiamata “Fontana dei culi”: fu lo scultore a darle questo nome volgare, in quanto è circondata da puttini nudi. I massesi, ligi al dettato, continuano a chiamarla così.

Vicino si trova la piazza degli Aranci, una grande piazza circondata da aranceti selvatici che donano a quel luogo un'immagine variopinta.

A Firenze si trova il famoso bronzo del "Porcellino", che raffigura un cinghiale circondato da animali di stagno, come rane e serpenti. La statua è diventata d'oro, poiché si dice che porti fortuna toccarla; la patina bronzea si è completamente lucidata a causa della palpazione di milioni di turisti.

A Carrara, dove tutto è marmo, persino le soglie delle abitazioni e alcune pavimentazioni, nella piazza Alberica non poteva mancare la copia marmorea del Porcellino, poiché lo scultore Pietro Tacca, che ha realizzato la statua bronzea di Firenze, vi era nato nel 1577.

Ai confini tra Toscana e Liguria si trova un luogo molto antico: la Lunigiana, una piccola porzione di territorio sotto l'amministrazione del comune di Sarzana, che essendo in provincia della Spezia si trova in Liguria. La zona era già frequentata dagli antichi Romani, che la chiamarono "Lunensis", che letteralmente significa "Luna": un luogo davvero ameno. Se si viaggia verso ovest negli anni sessanta attraversando il passo del Bracco, si sconfinava in Liguria nella provincia della Spezia, mentre a nord si incontra la provincia di Parma, a nord-est la provincia di Reggio Emilia, infine a sud-est si incontra la lussureggiante Garfagnana; più a sud con le spiagge di Massa e Carrara si arriva al litorale versiliese.

PISA

La città della torre pendente, patria del grande fisico Galileo Galilei, è conosciuta in tutto il mondo per la sua torre, che si erge nello splendido scenario della Piazza dei Miracoli, costeggiata a est dalle mura del cimitero monumentale. Il piatto classico sono le "pallotte", piccole sfere di polenta gialla affogate in un denso sugo di carne.

Pisa fu una delle quattro repubbliche marinare, la più giovane dopo Venezia, Amalfi e Genova. Tuttavia, oltre alle quattro più note, furono repubbliche marinare anche Ancona, Gaeta e la piccola repubblica di Noli, che si trovava a levante di Genova. A queste si può aggiungere anche la Croazia, con la città di Ragusa, oggi Dubrovnik, all'epoca sotto il dominio veneziano.

Anche a Pisa, come ad Arezzo, Firenze, Prato e Siena, si svolge un gioco in una riedizione medievale: il "Gioco del Ponte", che fu giocato per tutto il periodo che va dal Seicento al Settecento e che scomparve nel 1807. 

Nel 1935 il gioco fu riesumato, ispirandosi all'antico gioco militare del "mazza scudo", che consisteva in una battaglia simulata che si svolgeva sul Ponte di Mezzo, il cui obiettivo era la conquista dell'intera metà occupata dalla parte avversaria.

Come tutti i giochi di origine post-medievale, anche questo è caratterizzato da foga e violenza, tanto che negli anni Sessanta fu nuovamente abolito perché qualcuno finiva per cadere giù dal ponte nell'Arno.

Ma i pisani amano troppo questa singolare contesa e, anche se nel corso dei secoli il gioco è stato più volte ripristinato e interrotto, esso ha sempre simboleggiato la ripresa delle armi da parte degli indomiti cittadini pisani contro gli odiati fiorentini. Pisa vanta inoltre un importante aeroporto intercontinentale, il Galileo Galilei, che è stato battezzato come l'aeroporto della Toscana. Verso la costa, l'aeroporto diventa militare, da dove si levano in volo i mastodontici C.130.

Il circondario, nella valle dell'Arno verso Firenze, è la zona del comprensorio del cuoio, con le sue concerie. Salendo in collina, a Calci, si scopre una delle più belle certose italiane, una vera e propria apparizione da sindrome di Stendhal. Continuando verso Firenze, si trovano le Terme di San Giuliano, situate al confine con la Lucchesia, il cui capoluogo è raggiungibile attraverso un traforo fra i monti, dove si staglia il più alto, il "Serra".

Verso la Versilia si incontra la tenuta di San Rossore, che prima apparteneva al re e poi al presidente della Repubblica, dove, camminando al suo interno, si possono vedere cinghiali e daini che attraversano la strada e un allevamento di cavalli da corsa, eccellenza nazionale. Dalla parte opposta, verso Livorno, dopo il grande deposito dell'acqua della Saint-Gobain, la fabbrica dei vetri a prova di proiettile, svoltando verso Marina di San Pietro a Grado, si incontra una cattedrale dedicata a San Pietro Apostolo, caratterizzata da due absidi e da una facciata assente.  

PISTOIA


La città si trova nel nord della Toscana. a metà strada fra Firenze e Lucca da cui dista C.ca 40 Km.

La provincia di Pistoia è piuttosto estesa e comprende sia zone pianeggianti che collinari e montuose, dalla piana dell’Ombrone, alla Valdinievole e l’incantevole montagna pistoiese, che offre impianti sciistici e viste da favola, San Marcello, Popiglio, l’Abetone patria del campione olimpico  degli anni cinquanta Zeno Colò, Maresca e Gavinana dove Francesco Ferrucci morente nel 1530, disse la famosa frase al soldato di ventura Fabrizio Maramaldo che lo stava per uccidere: “Vile tu uccidi un uomo morto”.

Monsummano Terme, con la sua grotta Giusti, una grotta carsica il cui nome deriva dalla famiglia del poeta Giuseppe Giusti primo proprietario dello stabilimento, la scoperta della grotta è avvenuta nel 1849. Montecatini Terme, cura delle acque, nata nel 1775 per ordine dell’illuminato granduca Leopoldo II che nato in Toscana l’ha amata rendendola ancor più bella con i suoi acquedotti e stazioni. Montecatini e Monsummano sono centri benessere celebrati nei secoli dai reali italiani ed europei, più recentemente da personaggi famosi di Hollywood.

La piccola città di Quarrata è invece nota per la produzione e commercializzazione di mobili di qualità.

Anche la cioccolata è una delle eccellenze della piana pistoiese chiamata: “Chocolate Valley Toscana” molte aziende a carattere artigianale producono cioccolato rinomato in Italia e non solo.

Pochi sanno che Pistoia ha in ventato la pistola, anche se per amor di verità la cosa non è documentata, cosa certa però che nel medio evo Pistoia aveva dei valenti armaioli per cui lo si può anche pensare, inoltre a volte gli abitanti di Pistoia vengono chiamati pistolesi, sarà una combinazione?

Gli Stati Uniti reclamano l’invenzione (Antonio Meucci docet.) attribuendola a Samuel Colt che nel 1814 gli dette il nome.

All’interno della città abbiamo due chicche, la piazza del Duomo la cui bellezza sta nella sua sobrietà, proseguendo per il centro storico troviamo l’ex nosocomio del “Ceppo” un antico spedale, fondato nel 1277, che secondo la leggenda, il suo nome deriva da un ceppo miracolosamente fiorito durante l'inverno, all’ingresso sulla tettoia con il colonnato, svettano le straordinarie maioliche di Giovanni Della Robbia. Se vogliamo parlare di altre curiosità, passiamo a quelle dolci: Pistoia è una delle maggiori produttrici di confetti. Le prime notizie sui confetti pistoiesi risalgono al Medioevo, quando gli anici confecti vennero utilizzati durante una festa indetta dall'Opera di San Jacopo il 25 luglio 1372.  Pistoia vanta inoltre una produzione di piatti musicali martellati. La U.F.I.P. Unione Fabbricanti Italiani Piatti è un'azienda pistoiese che produce piatti musicali e, pur mantenendo la produzione di piatti per batterie rock, produce anche altri strumenti a percussione come gong, tam tam e campane tubolari.


 PRATO

la provincia più giovane, non per questo meno importante: una ragazzina nata nel 1992, che si è svincolata dall’odiata Firenze, che in passato l’aveva messa a ferro e fuoco un paio di volte.

D'altronde, anche Pistoia era sotto Lucca e solo con l'avvento del fascismo divenne capoluogo della provincia omonima. Va considerato che nel Medioevo la Firenze medicea era in lotta con quasi tutte le altre province, che a loro volta si osteggiavano fra loro; per questo motivo, Firenze, città dei banchieri, non voleva perdere il suo predominio, in particolare lo sbocco a mare, fondamentale per i suoi affari. Ci volle il Granduca per mettere ordine con la fondazione del Granducato di Toscana (1569-1859).

Vernio, Vaiano, Montemurlo, Poggio a Caiano e Carmignano, che erano sotto l’amministrazione fiorentina, sono di fatto passate alla provincia di Prato. In città si possono ammirare il Duomo, con il pulpito disegnato da Donatello in collaborazione con Michelozzo nel Quattrocento, e la fontana del "Pescatorello" del XIX secolo, con un'effige di un piccolo pescatore sulla sommità e due cigni ai lati. La provincia, a est, è caratterizzata dalle colline di Poggio a Caiano e Carmignano, famose per la produzione di un ottimo vino. A Poggio a Caiano si trova la meravigliosa Villa Medicea, costruita per il magnifico Lorenzo da Giuliano da Sangallo nel 1480, un vero gioiello dell'architettura medicea medievale, che nell'800 fu posseduta da Maria Luigia d'Etruria.

Va considerato che nel Medioevo la Firenze medicea era in lotta con quasi tutte le altre province, che a loro volta si osteggiavano fra loro; per questo motivo, Firenze, città dei banchieri, non voleva perdere il suo predominio, in particolare lo sbocco a mare, fondamentale per i suoi affari.

Ci volle il Granduca per mettere ordine con la fondazione del Granducato di Toscana (1569-1859).

Vernio, Vaiano, Montemurlo, Poggio a Caiano e Carmignano, che erano sotto l’amministrazione fiorentina, sono di fatto passate alla provincia di Prato. In città si possono ammirare il Duomo, con il pulpito disegnato da Donatello in collaborazione con Michelozzo nel Quattrocento, e la fontana del "Pescatorello" del XIX secolo, con un'effige di un piccolo pescatore sulla sommità e due cigni ai lati. La provincia, a est, è caratterizzata dalle colline di Poggio a Caiano e Carmignano, famose per la produzione di un ottimo vino. A Poggio a Caiano si trova la meravigliosa Villa Medicea, costruita per il magnifico Lorenzo il Magnifico da Giuliano da Sangallo nel 1480 e considerata un vero gioiello dell'architettura medicea medievale. La villa fu posseduta da Maria Luigia d'Etruria nell'Ottocento. Nel magnifico palazzo comunale di Prato, accanto all'altrettanto splendido palazzo trecentesco del Pretorio, si trova una statua di Francesco di Marco Datini, un signore vissuto fra il XIII e il XIV secolo. Datini, vista l'attività industriale e commerciale della sua città, ebbe un'idea che si diffuse rapidamente in tutto il mondo conosciuto: la cambiale, che allora si chiamava "lettera di cambio". A Datini si attribuisce anche l'invenzione dell'assegno bancario.

SIENA

La città del Palio, in cui le contrade della città gareggiano in una giostra equestre, è famosa in tutto il mondo. Questa tradizione, nata nel tardo XII secolo, si svolge nell’anello della Piazza del Campo e vede i fantini cavalcare a pelo e senza staffe.

Le dispute si tengono il 2 luglio e il 16 agosto, in occasione del Palio dell'Assunta, in onore della Vergine Maria.

La gara si svolge in una piazza enorme che si erge al centro delle contrade: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e Valdimontone. Come tutte le rievocazioni storiche toscane, anche il Palio ha i suoi sostenitori, alcuni dei quali sono così legati alla propria contrada da arrivare a volte alle mani, non certo per il premio, che è un labaro finemente ricamato, ma per il simbolo della vittoria sulle contrade avversarie, che i contradaioli festeggiano con canti, balli e luculliani banchetti.

In quella piazza si erge la Torre del Mangia, costruita nel 1325 e completata nel 1348, dopo 23 anni. È per altezza la seconda in Italia dopo il Torrazzo di Cremona che s’innalza per 112.54 metri.

In toscana è la più alta con i suoi 88 metri, segue a ruota Firenze con il campanile di Giotto alto 84,70 metri, la torre pendente di Pisa 57 metri e la Torre Guinigi a Lucca con i suoi 44,25 metri.

Quest’ultima torre alberata, al turista appare molto più alta, poiché essendo circondata dai palazzi, guardandola dal basso per vederla nella sua interezza, ci si deve appoggiare al muro del palazzo di fronte. Siena è anche la città dei dolci anch’essi conosciuti ed apprezzati all’estero: Panforte, Ricciarelli e Pan Pepato, delle vere leccornie che allietano i tavoli toscani e non solo, durante le feste natalizie.

La toscana ha tanto fuoco sotto la sua crosta, quindi anche in provincia di Siena ci sono terme per tutti gusti, le più conosciute sono quelle di Petriolo e Rapolano che hanno acque sulfuree e soprattutto note per i sui fanghi bollenti per la cura delle artrosi.

Viaggiando verso Arezzo, c’imbattiamo in incantevoli borghi medioevali, Sinalunga, Torrita di Siena e Bettolle; mentre dirigendosi verso Firenze ne troviamo altrettante: Monteriggioni:  Il Castello di Monteriggioni fu costruito dai senesi per ordinanza del podestà Guelfo da Porcari, in un periodo compreso tra il 1214 e il 1219.  Il terreno, acquistato dalla famiglia nobile Da Staggia, era la sede di un'antica fattoria longobarda, la denominazione di Montis Regis probabilmente indicava un fondo di proprietà regale o che godeva di esenzioni fiscali da parte della corona, la costruzione del castello ad opera della Repubblica di Siena ebbe principalmente scopo difensivo, in quanto il borgo sorse sul monte Ala in posizione di dominio e sorveglianza della strada Francigena, per controllare le valli dell'Elsa e dello Staggia in direzione di Firenze, la storica rivale di Siena.

San Gimignano sorge su un luogo abitato sicuramente dagli etruschi, almeno dal III secolo a.C. Il colle era stato scelto per questioni strategiche, essendo dominante (324 m s.l.m.) sull'alta Val d'Elsa.

Sulle pendici del Poggio del Comune (624 m s.l.m.) si trovano i ruderi di Castelvecchio, un villaggio risalente all'epoca longobarda.

La prima menzione risale al 929. Nel Medioevo, la città si trovava su una delle direttrici della Via Francigena, percorsa da Sigerico, arcivescovo di Canterbury, tra il 990 e il 994, che la segnò come XIX^ tappa del suo itinerario di ritorno da Roma verso l'Inghilterra. Sigerico la nominò Sce Gemiane, segnalandola anche come punto di intersezione con la strada fra Pisa e Siena. Secondo altri, il nome deriverebbe dal santo vescovo di Modena, che avrebbe difeso il villaggio dall'occupazione di Attila.

La prima cinta muraria risale al 998 e comprendeva il poggio di Monte Staffoli, dove già esisteva una rocca. La bellezza di questa città è stata riconosciuta con l’acquisizione del titolo di “Patrimonio dell’umanità”. Non dimentichiamo Certaldo, dove è nato Giovanni Boccaccio, anch’esso esempio di architettura medievale. Da qui, sia verso Empoli che verso il Chianti senese, le viti sono onnipresenti e il vino toscano, sia Chianti Classico che Gallo Nero, è apprezzato dai palati più fini di tutto il mondo.

Ma se dovessimo dare la primogenitura del vino toscano io credo che Gaiole, Radda e Castellina che si trovano sulla vecchia chiantigiana che porta Firenze, nessuno la contesterebbe.

Potremmo dimenticare l'abbazia di San Galgano nel comune di Chiusdino? Il sito è costituito dall'eremo detto "Rotonda di Montesiepi" (quello della spada nella roccia) e dalla grande abbazia cistercense, ora ridotta alle sole mura e completamente in rovina, che rappresenta una meta turistica proprio per questa sua peculiarità che trasporta i visitatori nel Medioevo. 

La mancanza del tetto mette in risalto l'articolazione dell'imponente struttura architettonica classica delle cattedrali gotiche. Il verde che la circonda e la chiesa soprastante, la "Rotonda di Montesiepi", fanno pensare, a chi c'è stato o l'ha vista nei film, alla verde Irlanda.

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