CHI SONO

Mi chiamo Antonio Maoggi sono un fiorentino nato sotto le bombe dell’ultima guerra, da ragazzo avevo grandi sogni di scrivere, ma bisognava andare a lavorare per aiutare la famiglia e, questo è successo, però la passione è rimasta, ma lavoro, famiglia e figli me lo hanno impedito. Una volta libero come pensionato ho preso carta, penna ed ho cominciato a scrivere e non mi sono fermato più e tutt’ora sto scrivendo l’ultimo racconto. I miei lavori sono tutti inseriti in questo blog in basso sulla fascia lateralmente a destra e, se qualcuno fosse interessato, basta che lo comunichi, e tramite mail che vorrete cortesemente comunicarvi, invierò gratuitamente il racconto in formato PDF, poiché scrivere è fantastico, ma essere letto lo è ancora di più! mascansa@outlook.it

venerdì 26 dicembre 2025

LETTERA AD UN AMiCO FASCISTA

Caro amico,

questa è per te. Dopo il nostro scambio di opinioni, sia verbali che scritte, ho riflettuto molto sulla questione dei "Vincitori e Vinti". Partendo dal presupposto, che credo sia condiviso, che tutte le guerre, anche le più epiche, non sono mai romantiche, ma delle atroci tragedie per chi le subisce, se poi sono civili, sono la massima atrocità che l'umanità possa concepire.

Non sono romantiche neanche quando vengono fatte per rovesciare una dittatura: sono giuste, ma non romantiche. Eppure, noi osanniamo anche Napoleone, uno degli uomini più spietati del Settecento e dell'Ottocento, e come lui tanti altri. Questo mi ha fatto venire in mente un parallelismo fra la Resistenza italiana e la guerra in Vietnam, che ho vissuto da giovanissimo (1955-1975). L'imperialistica America del Nord, incurante della disfatta subita dai francesi in Indocina (1946-1954), ha massacrato, incendiato e raso al suolo villaggi con bombe al napalm, stuprato e decapitato, per poi doversi ritirare a causa delle proteste dei pacifisti interni e della sconfitta sul campo.

Concludo: gli USA (democratici o repubblicani indistintamente) non hanno digerito bene questa guerra e quindi la filmografia e i media hanno dipinto i vietcong come dei criminali per le nefandezze commesse dopo la loro vittoria, cose mai verificate con esattezza, ma anche se fosse? Qui ritorno a dire: la violenza chiama violenza. Allora, come da ragazzi, dico: sono stati prima i francesi e poi gli americani a tenere questo popolo ventotto anni in guerra, per cui i ragazzi nati in guerra sono morti in guerra. Allora, di cosa stiamo parlando?

Il ventennio fascista (1922 -1943) iniziò come una dittatura sociale, con scuole, asili e bonifiche, ma poi si trasformò nell'ambizione di un uomo solo al comando: Benito Mussolini, ex socialista e direttore dell'Avanti, il giornale del partito socialista, che dalla sinistra era passato all'estrema destra, ma non a quella democratica, bensì a quella criminale. Naturalmente, questo non ha nulla a che vedere con il giornalista Panza, ma il buongiorno si vede dal mattino. Forse oggi non ci sono le condizioni storiche e, a causa della sua età, non posso fare il processo alle intenzioni.

Infine, quando Benito Mussolini e il suo alleato Adolf Hitler hanno trucidato la gente partendo dalle Fosse Ardeatine, hanno imposto le leggi razziali e predisposto i vagoni blindati inizialmente per la Risiera di San Sabba a Trieste e poi per gli infiniti campi di concentramento in Polonia, Austria, Ungheria, ecc., dove milioni di persone sono state gassate, studiate da medici diabolici come Mengele, violentate nella "casa delle bambole", dove i nazisti potevano disporre delle ragazze internate a proprio piacimento e, se il voto che rilasciavano non era sufficiente, le ragazze venivano uccise.

 

In Italia, le leggi razziali rette esclusivamente dalle camice nere, c’erano le famose ville tristi, ne abbiamo anche noi una a Firenze all’inizio della via Bolognese dove ora c’è un consolato, in quei luoghi i resistenti e i partigiani venivano torturati sino alla morte e quando venivano ributtati malamente in cella, la prima cosa che che chiedevano ai compagni di sventura era: Ho Parlato? Timorosi di aver tradito i compagni.

I prospetti, dei vari campi di sterminio li puoi trovare tranquillamente su Wikipedia, ti dimostrano che, a parte i campi di sterminio più conosciuti, ne erano stati montati parecchi altri. Quindi, è inutile parlare dei fratelli Govoni o delle foibe: in Italia, dopo la disfatta, chi era considerato fascista o collaborazionista veniva eliminato senza troppi complimenti, esattamente come accadeva nella ex Jugoslavia, in particolare in Croazia, dove gli italiani che avevano collaborato con i fascisti italiani, con gli ustascia slavi o con i nazisti venivano fatti fuori.

Il fascismo aveva cercato di cancellare ogni identità culturale dei croati, a partire dalla lingua, quindi non c'era bisogno di fare distinzioni: gli italiani li uccidevano senza se e senza ma.  Attenzione, Vincenzo, non sto cercando di giustificare i misfatti, ma di capire il perché di tanta crudeltà.

Quindi, è inutile recriminare: a ogni azione corrisponde una reazione. A mio parere, dobbiamo lasciare la storia ai libri e agli storici, senza dimenticare mai, ma cominciando a pensare al presente, che francamente non è clemente. La terza guerra mondiale, infatti, è iniziata subito dopo la Corea, con centinaia di guerre locali che si svolgono nel mondo a macchia di leopardo, fortemente fomentate da quelle nazioni imperialiste a cui fanno gola petrolio, gas, diamanti, idrocarburi, ferro, acciaio e oro, e che per questo destabilizzano i regimi dittatoriali esistenti in quei paesi, con la scusa di difendere il mondo dai miscredenti (gli USA docet).

Un fraterno saluto e, assieme a un abbraccio, un augurio di buone feste.

Antonio Maoggi, l'ultimo dei Moicani.

 

Nessun commento:

Posta un commento