Chissà perché, quando si muore, si diventa buoni
e belli. Le frasi ipocrite che si dicono di fronte alla salma di turno sono
sempre le stesse: «Sembra che dorma»; «È bello anche da morto»; «Sembra che
sorrida»; «Era tanto buono!».
Poi, quando è morto Umberto Bossi, i media non si
sono risparmiati. Hanno scritto epitaffi che potevano essere stati fatti per la morte di San Francesco, e questo
la dice lunga sui nostri giornali e sulle nostre televisioni!
Nel 1994 arriva un signore che fonda la Lega
Lombarda, che tra l'altro non è stata una sua idea, ma del suo alter ego Bruno
Salvadori, ideologo dell'Union Valdôtaine. Ma questa è solo una curiosità.
Parliamo invece dell'uomo che forse un giorno arriveranno persino a
canonizzare.
Siamo partiti con un falso: il simbolo della
Lega, Alberto da Giussano, non è mai esistito come personaggio storico. Si
tratta di una figura leggendaria nata dalle cronache medievali e poi
trasformata nel simbolo dell'eroismo lombardo nella battaglia di Legnano contro
Federico Barbarossa (1176).
Umberto Bossi era un mio coetaneo talmente becero
che, al confronto, gli scaricatori di porto a Livorno impallidivano. Parole
come "l'ho duro", "con il tricolore mi pulisco il culo" e
"vaffanculo" erano all'ordine del giorno, ma anche questo è gossip.
La gravità non stava tanto nel suo linguaggio:
sono fiorentino e la cosa non mi sconvolgeva più di tanto, anche se, per un
politico, lo considero davvero fuori luogo, che purtroppo ha fatto scuola!
Ciò che mi ha sconvolto è stato invece il suo
razzismo casalingo: "Dalla riva sud del Po non è Padania e metteremo i
coccodrilli a difesa", "I meridionali puzzano", "Piantano
il basilico nella vasca da bagno", "Nord produttivo, Sud
parassitario", "Roma ladrona, Padania indipendente".
Infine, la pagliacciata della fondazione di un governo padano con tanto di ministeri e ancora con il tormentone "secessione" “secessione”. Infine l’inno della lega Lombarda era il Nabucco” un vero ossimoro poiché è stato il simbolo del risorgimento quando agli applausi alla fine dell’opera gli spettatori gridavano viva Verdi che stava a significare: Viva Vittorio Emanuele re d’Italia. Tutto ciò vi sembra logico? Per questo cari pennivendoli gli avete fatto un epitaffio che assolutamente non rappresenta l'uomo? che è oltretutto è stato un razzista omofobo e scusate se è poco.
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