CHI SONO

Mi chiamo Antonio Maoggi sono un fiorentino nato sotto le bombe dell’ultima guerra, da ragazzo avevo grandi sogni di scrivere, ma bisognava andare a lavorare per aiutare la famiglia e, questo è successo, però la passione è rimasta, ma lavoro, famiglia e figli me lo hanno impedito. Una volta libero come pensionato ho preso carta, penna ed ho cominciato a scrivere e non mi sono fermato più e tutt’ora sto scrivendo l’ultimo racconto. I miei lavori sono tutti inseriti in questo blog in basso sulla fascia lateralmente a destra e, se qualcuno fosse interessato, basta che lo comunichi, e tramite mail che vorrete cortesemente comunicarvi, invierò gratuitamente il racconto in formato PDF, poiché scrivere è fantastico, ma essere letto lo è ancora di più! mascansa@outlook.it

domenica 22 marzo 2026

QUANDO SI MORE DI DIVENTA TUTTI BUONI

Chissà perché, quando si muore, si diventa buoni e belli. Le frasi ipocrite che si dicono di fronte alla salma di turno sono sempre le stesse: «Sembra che dorma»; «È bello anche da morto»; «Sembra che sorrida»; «Era tanto buono!».

Poi, quando è morto Umberto Bossi, i media non si sono risparmiati. Hanno scritto epitaffi che potevano essere stati  fatti per la morte di San Francesco, e questo la dice lunga sui nostri giornali e sulle nostre televisioni!

Nel 1994 arriva un signore che fonda la Lega Lombarda, che tra l'altro non è stata una sua idea, ma del suo alter ego Bruno Salvadori, ideologo dell'Union Valdôtaine. Ma questa è solo una curiosità. Parliamo invece dell'uomo che forse un giorno arriveranno persino a canonizzare.

Siamo partiti con un falso: il simbolo della Lega, Alberto da Giussano, non è mai esistito come personaggio storico. Si tratta di una figura leggendaria nata dalle cronache medievali e poi trasformata nel simbolo dell'eroismo lombardo nella battaglia di Legnano contro Federico Barbarossa (1176).

Umberto Bossi era un mio coetaneo talmente becero che, al confronto, gli scaricatori di porto a Livorno impallidivano. Parole come "l'ho duro", "con il tricolore mi pulisco il culo" e "vaffanculo" erano all'ordine del giorno, ma anche questo è gossip.

La gravità non stava tanto nel suo linguaggio: sono fiorentino e la cosa non mi sconvolgeva più di tanto, anche se, per un politico, lo considero davvero fuori luogo, che purtroppo ha fatto scuola!

Ciò che mi ha sconvolto è stato invece il suo razzismo casalingo: "Dalla riva sud del Po non è Padania e metteremo i coccodrilli a difesa", "I meridionali puzzano", "Piantano il basilico nella vasca da bagno", "Nord produttivo, Sud parassitario", "Roma ladrona, Padania indipendente".

Infine, la pagliacciata della fondazione di un governo padano con tanto di ministeri e ancora con il tormentone "secessione" “secessione”. Infine l’inno della lega Lombarda era il Nabucco” un vero ossimoro poiché è stato il simbolo del risorgimento quando agli applausi   alla fine dell’opera gli spettatori gridavano viva Verdi che stava a significare: Viva Vittorio Emanuele re d’Italia. Tutto ciò vi sembra logico? Per questo cari pennivendoli gli avete fatto un epitaffio che assolutamente non rappresenta l'uomo? che è oltretutto è stato un razzista omofobo e scusate se è poco.

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