NON TUTTI HANNO AVUTO
LA FORTUNA DI AVERE UNA MOGLIE TESTIMONE DI GEOVA
Mi chiamo Antonio,
sono un uomo anziano e ho sempre avuto una fede politica di sinistra. In campo
religioso, invece, mi considero un agnostico con tendenze atee. Insomma, per
capirci, non credo in un Dio con la barba, ma non ho mai negato l’esistenza di
Gesù Cristo. Le scritture parlano chiaro: ma lo considero solo un
rivoluzionario che combatteva contro le ingiustizie e lo strapotere dell’Impero
romano e dei suoi lacchè israeliti, ma non l’ho mai considerato un dio.
Un giorno, per
strada, incontrai un ragazzo di nome Stefano che, presentandosi come Testimone
di Geova, mi parlò della Bibbia. Allora, un po' per il mio essere un uomo
liberale, sempre pronto ad ascoltare chiunque, un po' per la mia innata
curiosità verso le varie religioni, gli dissi:
La mia casa è sempre
aperta quando vuoi, ma ti prego non cercare di catechizzarmi perché ho delle
convinzioni molto forti e radicate.
Stefano gli rispose:
Nessun problema,
quando passo di qui ti suono il campanello.
E fu così: grandi
chiacchierate di ore, ma pur essendo molto interessato a ciò che la Bibbia
diceva, non si sentiva folgorato e quindi disse a Stefano di non perdere altro
tempo, capendo perfettamente che il suo compito era quello di seguire ciò che
Cristo aveva detto ai suoi discepoli:
-Andate e portate il
mio verbo.
Ma, per un'empatia e
una simpatia nate fra i due, e anche perché era un ex venditore, non voleva che
Stefano perdesse tempo a sbattere contro un muro di gomma, quando fuori poteva
esserci un potenziale adepto.
Ma cosa era accaduto
in seguito? Mia moglie, mentre e in casa parlavo con Stefano, rimase molto
colpita da ciò che lui diceva, quindi volle iniziare uno studio con lui. Contemporaneamente,
mi sentii libero da quell'impegno e diventai a mia volta un uditore
occasionale. Era all'incirca il 1997: Stefano frequentava regolarmente la
nostra casa, ma un giorno, dovendo cambiare il suo campo d’azione, disse a mia
moglie Sandra che avrebbe mandato, sempre che lei fosse d'accordo, una collega,
anzi, una sorella. Aggettivo, tra l'altro, abbastanza comune: Misericordia,
Croce Rossa Italiana, Suore cattoliche e, in passato, anche le infermiere con
il velo venivano chiamate così. Infatti, al posto di Stefano, arrivò in casa
una signora di nome Deanna, con cui Sandra iniziò a studiare la Bibbia e, nel
prosieguo degli incontri, diventò anche amica.La situazione è
andata avanti per molto tempo. Sandra ha cominciato a frequentare i T.d.G:
cene, convivi, ricorrenze, sempre con me. Insomma, pur rimanendo fedele al mio
credo politico, mi sono accertato che Sandra frequentasse persone perbene,
timorate di Dio e ligie ai suoi comandamenti. Mi sentivo bene, anche perché avevo
senpre detto che, pur non avendo una fede se non quella politica, capivo la
richiesta di spiritualità in un mondo così violento e non ho mai contestato
nessuna delle fedi religiose, a meno che non predicassero la violenza.
Tutto questo
preambolo perché? Il seguito di questo breve scritto è stato prima vergato a
mano e poi con il PC da me, un uomo da considerare un osservatore neutrale, in
quanto privo di ogni vincolo con i TdG, se non quello matrimoniale con Sandra.
È in questa veste che S. vuole fare l'avvocato difensore di questo gruppo di
fedeli di una religione che, fra le tante esistenti, ha più detrattori di
tutte. Si chiede perché la Chiesa Valdese, quella Protestante, la Cattolica, la
Greco Ortodossa, l’Evangelica e tante altre non hanno così tanti detrattori. I
più acerrimi li annoverano fra le "sette" nel senso più negativo del
termine. I calunniatori non provengono da una sola parte della società o dalle
congreghe religiose, anzi, esiste un certo pluralismo nel gettare fango su
questa religione, che ha l'unica colpa di ispirarsi esclusivamente al Vangelo.
Neppure gli ebrei sono stati e sono bersagliati così sul loro credo: i loro
nemici provengono unicamente da una certa cultura antisemita di carattere economico-politico.
Infatti, il cittadino normale può ignorarli: io non ha mai sentito critiche sui
seguaci di Sion, a meno che non si trattasse della loro proverbiale parsimonia,
usando un eufemismo.
Alcune domande se le
è poste, ma le risposte gli sfuggono e quindi, arrampicandosi sugli specchi,
può solo affermare:
Forse è la loro
coesione fra fratelli e sorelle, l’essere sempre pronti a darsi una mano fra loro,
e accorrendo ad edificare le loro nuove sale delle assemblee con una caterva di
manifattori ognuno con la loro esperienza e che hanno sempre prestato la loro
opera del tutto gratuitamente.
Ho molte cose che non
condivido: le trasfusioni, il non voler partecipare alla vita politica con il
"non voto", l'intransigenza verso i transfughi e il rinunciare a una
parte della propria vita lavorativa per poter servire meglio Geova nel
diffondere quella che chiamano "verità" fra gli uomini.
Forse è proprio
questa convinzione a cozzare con il mio pensiero, e poi altre piccolezze che
comunque, almeno a mio avviso, non sono degne di nota.
Ammiro dei testimoni
il loro idem sentire fra fratelli e sorelle, per essere fedeli al loro nome, perché
hanno un fervido spirito di fratellanza e convivialità. La loro felicità, la
loro compassione, il loro sguardo luminoso quando sono tutti insieme, uomini,
donne, ragazzi e ragazze, che oltretutto accolgono fra loro anche gli estranei
con una gentilezza che a volte mette in imbarazzo.
In sintesi dico:
Non lasciatevi
fuorviare dai "si dice", in particolare da quelli che provengono dai
fuoriusciti: non è una novità che, quando una persona si dissocia da un gruppo,
tende a denigrare la sua ex occupazione. Ci si potrebbe chiedere perché da
questa religione ci si dissoci più che dalle altre. È evidente, perché i T.d.G.
pretendono da chi intraprende il loro percorso una dirittura morale, civile ed
etica che rispecchi integralmente le Scritture. Roberto Benigni, con la sua
satira, aveva colto nel segno quando disse: "Io volevo fare il santo, ma me
l'hanno fatta troppo difficile". Ed è per questo che alcuni si dissociano.
Il disassociato a mio
parere si trova a disagio per non avercela fatta e quindi psicologicamente si
crea l’alibi aggredendo per paura di essere aggredito. Agli altri gli dico che
non si giudica senza sapere, frequentateli non mordono mica, e potrete toccare
con mano che non sono una setta, liberandosi dai pregiudizi e dalle fatue dei
calunniatori, questo io chiedo a chi è scettico, se lo fate, in seguito
seguendo il proprio libero arbitrio ognuno può tornare alle confessioni
che sente più
congeniali alla propria personalità.
Mi sento di garantire
essendo super partes che i T.d.G. non sono una setta, che non viene effettuato
nessun lavaggio del cervello, i conti correnti non vengono toccati, viene solo
chiesta una piccola oblazione seguendo l’insegnamento della povera vedova che
si priva della moneta mentre il ricco ostentava la sua limosina. L’oblazione è
anonima e uno può versare solo quanto la sua possibilità economica gli
permette, d'altronde avrete notato che la questua è un fatto estremamente
comune in tante altre confessioni. Infine nelle assemblee si leggono i passi delle
scritture e si canta la gloria di Geova Re, tranquilli non si fanno riti Voodoo.
Il primo febbraio
2014, alle ore 11:00 circa, ho assistito al battesimo di Sandra, assieme a una
ventina di adepti. Prima di questa operazione, hanno parlato alcuni oratori che
hanno letto passi del Vangelo e hanno intervistato alcuni "pionieri",
così si chiamano i predicatori più assidui, ponendo domande volte a capire come
vivono la loro missione. In loro si notava una serenità e una gioia inusuali;
non ha mai visto quella beatitudine negli occhi di nessuno, neppure di coloro
che si accostano alla Comunione Cattolica.
Quando i battezzandi
si sono diretti verso la piscina, li ho visti scendere le scale raccolti ed
emozionati. Dopo il battesimo, una moltitudine di parenti e amici li ha
letteralmente assaliti: abbracci, carezze e tante lacrime di gioia. S. ha
rivissuto la sensazione che provava quando, negli anni Sessanta, era fra i
compagni di partito che combattevano per un ideale comune di fratellanza.
Inoltre, in ultima
analisi, Sandra ha iniziato a studiare una quindicina di anni fa: se questa
scelta non è ponderata, quante altre scelte possono considerarsi ponderate? Amo
concludere con una frase di Leonardo Da Vinci: "Nulla è lo leggere senza
lo ritenere" e ritiene che uno dei mali del mondo sia il pregiudizio.Rimango comunque un
agnostico materialista, ma, essendo un uomo, quindi imperfetto, non ama le
discriminazioni a prescindere: ognuno è libero di pensarla come vuole, in
quanto non si possono avere solo certezze.
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